A Rialto e in area marciana niente negozi di alimentari e di cibo per tre anni. Nuove regole per vetrine, luci, ai serramenti, a merceolgia degli oggetti in vendita. E incentivi alle librerie, ai negozi di antiquariato. La casbah ha raggiunto il limite. E adesso Comune e Soprintendenza corrono ai ripari. Ieri in commissione si è discusso della proposta di delibera che prevede appunto di imporre nuovi limiti alle aperture di negozi di souvenir o di cibo take away nelle aree di maggior pregio della città. «Negli esercizi che si affacciano su piazza San Marco, piazzetta San Marco e Piazzetta dei Leoncini; su Ponte di Rialto e Area Realtina (Ruga dei Oresi, Sotoportego dei Oresi, Sotoportego de Rialto, Campo San Giacomo di Rialto, Naranzeria, Erbaria)», si legge nel testo, «è vietato per un periodo di tre anni l'insediamento, anche per trasferimento, di attività di commercio al dettaglio del settore alimentare e di attività artigianaliindustriali di produzione, preparazione eo vendita di prodotti alimentari, compresa la panificazione, o il loro ampliamento di superficie di vendita o di categoria merceologica». Ammessi soltanto alcuni tipi di negozi «tradizionali o del lusso». «Lavoro faticoso», dice il presidente della commissione, il fucsia Paolo Pellegrini, «la situazione nella città storica è molto difficile». Per una volta l'impianto della delibera viene condiviso anche dalle opposizioni. Con un distinguo. «La direzione è giusta, finalmente», commenta la consigliera del Pd Monica Sambo, «ma noi proporremo un emendamento per modificare una parte della delibera che rischia di inficiare tutto il lavoro». La parte «incriminata» sono tre righe al termine del testo che recitano così: «I trasferimenti di attività esistenti e diverse da quelle ammesse potranno essere effettuati solo nell'ambito delle aree di provenienza, a condizione che non comportino significativi aumenti di superficie né di categoria merceologica». «Significa», dice Sambo, «che è ammesso il trasferimento di una attività di souvnir. Che senso ha? Se quelli che vendono oggetti a un euro sul ponte di Rialto se ne devono andare perché devono aprire in area marciana?». Si va avanti, dunque. E nei prossimi giorni si dovrebbe anche vedere il nuovo assetto di Rialto, dove sono state riorganizzate le attività ambulanti e cancellata una «riga» dei banchi di frutta, che sono sempre meno.Il riordino ha interessato anche banchi ambulanti della Strada Nuova e Lista di Spagna, il mercato di San Leonardo. Di iniziativa consiliare la delibera che vieta l'apertura di nuovi negozi di cibo take away. Ma, ironia della sorte, proprio in questi giorni ne stanno aprendo di nuovi. In campiello Riccardo Selvatico, a Cannaregio, sono addirittura quattro le attività di bar e ristorante attive, una accanto all'altro. «Ma erano state autorizzate in precedenza», dice Pellegrini.