Ruspe al lavoro per realizzare un ristorante e dei gazebo, l'associazione: «Un colpo alla nostra storia» PORTOFERRAIO. Le ruspe sono ripartite. Proprio di fronte al porto. È la prosecuzione dell'intervento che lo scorso anno ha portato alla realizzazione dell'Eurospin: a pochi metri dalle banchine sorgeranno un ristorante e dei gazebo in vetro, proprio dove, nell'antichità, si ergeva uno degli insediamenti più antichi della città. Tanto basta per far infuriare l'associazione Italia Nostra che non esita a denunciare il «nuovo assalto» alle radici di Portoferraio. «È iniziato un altro lavoro radicale, realizzato da privati, nel comune di Portoferraio nei tempi recenti. Basta cercare gli strumenti e atti urbanistici per ritrovarne le tracce racconta Cecilia Pacini, presidentessa della sezione elbana di Italia Nostra Ci dicono che non sono state trovate evidenze di un passato lontano. È vero, perché le distruzioni sistematiche dell'area sono note, dai tempi degli Altiforni, all'escavazione del caolino negli anni '70, ma altrettanto conosciuta è l'esistenza del Forte S. Cloud e del rifugio anti-aereo della Seconda Guerra Mondiale, mentre fonti storiche antiche citano l'area come il primo insediamento di Portoferraio e del porto Argòs. E visibile è la natura geologica delle rocce, un altro Capo Bianco elbano, questa volta dentro il golfo. Italia Nostra riporta le parole pronunciate alcuni anni fa da Alessandro Corretti del laboratorio di scienze dell'antichità alla Scuola Normale Superiore di Pisa: «Se realmente documentato disse Corretti un culto di Eracle in questo sito aprirebbe molte prospettive di ricerca. Innanzi tutto è il culto del viaggiatore per eccellenza, colui che ha reso praticabili i percorsi del Mediterraneo occidentale». E tuttavia l'area non è vincolata e, nel frattempo, è arrivata l'autorizzazione «a replicare il nuovo edificio del supermercato Eurospin per costruire ex novo un ristorante e due "lanterne-gazebi" di vetro e illuminate spiega Pacini sacrificando l'unica area verde rimasta nella zona, accettando come plausibile l'impatto paesaggistico del "mini-Eurospin". Il nuovo "belvedere" del resto verrà parzialmente nascosto dal raddoppio dei settecenteschi ex Magazzini del Sale, nuova Stazione Marittima dell'Autorità Portuale. Faranno un luogo-non luogo, non hanno la più pallida idea della storia del sito». È un giudizio duro quello che Italia Nostra riserva all'intervento in atto: «Non basta dire turismo e poi scegliere le soluzioni più semplici conclude Pacini E non basta "produrre" turismo e poi massacrare i nostri beni. È nelle relazioni che questo valore si sviluppa. Nelle decisioni consapevoli e condivise. Senza partecipazione e conoscenza il valore culturale non esiste più, viene annientato».