Il Congresso mondiale di settore al via da domani tra villa Vittoria e Palazzo Vecchio Promette un impianto democratico, alla portata di tutti, il 35 Congresso Mondiale di Storia dell'Arte del CIHA (Comité International d'Histoire de l'Art) che dopo 40 anni torna in Italia, a Firenze, da domani al 6 settembre. Oltre 500 partecipanti di diversa estrazione geoculturale e 120 interventi tra star e giovani storici dell'arte, trasformeranno Firenze Fiera (Villa Vittoria) in un laboratorio su un nuovo modo di percepire l'arte, sia in termini di trasmissione del sapere, sia guardando a una fruizione più colta . «Motion: Transformation» è il titolo della prima parte del Congresso (la seconda parte «Motion: Migration» si svolgerà a San Paolo di Brasile nel 2020) organizzato dal CIHA Italia, che ha sede a Firenze, presidente Marzia Faietti, in collaborazione con il Kunsthistorisches Institut in FlorenzMax-Planck. In sua rappresentanza c'è il direttore Gerhard Wolf:«Organizzare una manifestazione in una delle città più importanti del turismo mondiale dice invita a riflettere sulla cura sostenibile del patrimonio monumentale e artistico, sul futuro dei musei in un orizzonte globale». E vuole essere politico il messaggio che la città di Firenze lancia al nascituro governo a Roma, con l'assessore alla Cultura di Palazzo Vecchio, Tommaso Sacchi, che dice: «Non c'è miglior sede per accogliere un congresso di tale portata che fa di Firenze la protagonista nel mondo dell'arte internazionale». E sono tanti gli eventi aperti al pubblico nel Salone dei Cinquecento, tra cui una lectio magistralis della storica dell'arte indiana Kavita Singh e una tavola rotonda con Vera Agosti, Thierry Dufrêne, Peter J. Schneemann e l'artista Valerio Adami. Sono previste anche visite a musei e collezioni fiorentine. Nove sessioni divise in tre gruppi: si comincia con l'artista messo a fuoco rispetto alla percezione del pubblico e del critico. In esame alcune figure di artisti e di mistici capaci di creare immagini mentali che dialogano con quelle reali. La dialettica immagineopera d'arte è ripercorsa nelle dualità di materialità e ideazione, segno grafico e scrittura linguistica. Arte, potere e pubblico: Il lavoro di artisti e architetti è sempre stato utilizzato da singoli o da gruppi di diversi contesti politici e religiosi per acquisire e mantenere potere. E poi c'è l'arte a confronto o collisione con la natura, con la religione e la magia. Infine il tema del viaggio, della trasmigrazione di manufatti, immagini, artisti, idee, argomento che si aggancia alla seconda parte del convegno in Brasile, la Migrazione. L'evento è in collaborazione di Fondazione CR Firenze e Getty Foundation di Los Angeles.