Da San Martino a Palazzo Reale, i giardini dell'arte nell'abbandono Erba secca, prati non tagliati, fogliame abbandonato: il verde dei molti siti e monumenti in città è senza manutenzione I giardini dell'arte sono senza cura. È un'immagine paradossale quella che si vede a Palazzo Reale, San Martino e Villa Pignatelli in questo scorcio di agosto: da un lato la magnificenza e il decoro dei musei, dall'altro lo stato di degrado e di abbandono delle aiuole e degli alberi secolari. Manca la manutenzione, non si riesce più a provvedere alla cura del verde: così i parchi storici diventano "giardini da incubo". Tanti i siti del Polo museale regionale in difficoltà, come il parco con le tombe di Virgilio e Leopardi, e quello della Floridiana, come documentato da Repubblica nei giorni scorsi. Anche qui, la situazione del verde è nera. "Fino a due anni fa non era così. Le ditte esterne venivano regolarmente a curare l'orto e i chiostri a San Martino. Ma adesso mancano i fondi" dice un custode. In tutti i parchi si presentano le medesime e desolanti scene: erba secca e scolorita, rami caduti, ammassi di fogliame marcio, prati non rasanti e ormai alti. La cartolina di San Martino con l'orto rigoglioso è un ricordo lontano e nel viale non mancano rifiuti abbandonati qua e là. Al parco di Virgilio, dove l'area antistante alla Crypta neapolitana è transennata, la vegetazione incolta invade le scale che portano al sepolcro del poeta. E poi c'è una vasca, nei pressi dei gelsi, senza acqua e con un telone verde pieno di foglie. Villa Pignatelli conserva invece il colore verde del prato. Ma la direttrice Rosanna Naclerio, subentrata a Denise Pagano in pensione da un mese, ammette: "È la nostra nota dolente: l'ultima rasatura del prato si è potuta fare più di un mese fa grazie alla produzione della fiction Il commissario Ricciardi che si è fatta carico della spesa". Gli eventi privati sono sfruttati dal museo per ridare decoro al parco, molto frequentato dai napoletani e per il quale si paga un ingresso di due euro. Ma con l'incuria del verde, proliferano le zanzare. A Palazzo Reale ci sono aree dei giardini interdette per lavori, un degrado vario e gruppi di rami non raccolti nelle aiuole dissestate. Qui, incuriosisce la situazione di un'opera d'arte: "L'uomo in pietra" di Ilario Principe, un grosso masso bianco rettangolare, ritratto in posizione verticale nel cartello illustrativo, ma che nella realtà è adagiato in orizzontale e viene così sfruttato come panchina. I turisti non mancano nelle sale di questi musei ed esprimono giudizi positivi, in testa per gli appartamenti e i giardini pensili di Palazzo Reale, per i chiostri e le sale di San Martino, e ancora per Villa Pignatelli, il Duca di Martina alla Floridiana e il parco di Virgilio, che registrano dati buoni in termini di presenze. Alla mancanza di fondi per la manutenzione del verde, si aggiunge la carenza di personale che nel periodo estivo ha determinato la chiusura anticipata alle 16 a San Martino, Villa Pignatelli al Duca di Martina, e alle 14 al sito virgiliano. Il deficit di custodi incide sugli orari e sulle aperture di alcune collezioni. A San Martino, in questi giorni sono in servizio cinque addetti più il personale Ales, impiegato però per la mostra "Vesuvio quotidiano, Vesuvio universale". Un avviso in biglietteria recita: "Se le condizioni di presenza lo consentiranno, saranno aperte al pubblico anche la sezione Presepe e il Chiostro del priore". Il gap si somma alla chiusura dei sotterranei gotici, della spezieria e della sezione teatrale. A fronte di tante iniziative realizzate e di situazioni di eccellenza, la riduzione dei fondi e il mancato turn over del personale pesano sul Polo museale diretto da Anna Imponente e sui siti sotto la sua gestione. Palazzo Reale, San Martino e Villa Pignatelli vanno inoltre incontro ad avvicendamenti di direzione. Palazzo Reale e Villa Pignatelli sono guidati al momento da una direzione pro-tempore, mentre la direttrice di San Martino, Rita Pastorelli, andrà in pensione a breve. Questo cambiamento avviene sullo sfondo della riforma del ministro Alberto Bonisoli appena approvata, un provvedimento che modifica l'assetto del sistema dei beni culturali in Italia e che trasforma i Poli regionali in Direzioni territoriali delle reti museali, per le quali sono però alla porta più fondi assieme a nuovo personale che dovrà essere assunto dopo il recente maxi-concorso del Mibac.