CORTONA (Arezzo) Ci sono voluti tre secoli di studi e una decina d'anni di lavori per capire che a Cortona un Museo archeologico «classico» stava stretto. Come si fa a mettere sotto una teca un intero territorio che «parla»: dalle necropoli agli insediamenti, dalle mura alle fondamenta di un comprensorio abitato da tremila anni. O meglio, fondato un centinaio di anni dopo il diluvio universale, secondo il mito, da uno dei figli di Noè, Crano, nominato da lui stesso Corito (re) che alla città avrebbe dato il nome e una superbia millenaria: se infatti suo figlio Dardano è lo stesso che fuggì da questi colli per fondare Troia, da cui Enea scappò a sua volta per approdare sulle rive del Tirreno e dare la stirpe che avrebbe fondato Roma, vuole dire che Cortona può vantarsi di essere la «nonna» della città Eterna. Come si fa a fare un Museo all'ombra di tanto mito? Mario Torelli, che insegna all'università di Perugia e di Cortona ha fatto il centro di ricerche ventennali è partito proprio da qui: dare rigore scientifico agli studi su una realtà che di leggende ne aveva fin troppe. Al suo lavoro, agli scavi, ad una volontà politica per una volta unita nello scopo, si deve questo museo unico per una realtà così complessa. La struttura nasce dall'archeologia romantica del XVIII secolo che proprio a Cortona ha vissuto una delle stagioni più importanti: l'Accademia Etrusca, fondata nel 1727, raccoglieva reperti che i primi esploratori dell'etrusticheria contendevano, già allora, a ladri e speculatori. Le donazioni dei benemeriti e gli acquisti dell'Accademia - uno dei pezzi più pregiati, un lampadario in bronzo del IV secolo a.C. ritrovato nel 1840 fu «salvato» dai soci acquistandolo per 1.600 scudi fiorentini, una fortuna per l'epoca - figuravano accanto ad una eterogenea raccolta del collezionismo d'epoca, con pezzi romani ed egizi, medievali e rinascimentali. Ora tutto questo è affiancato ad un percorso - curato dal professor Torelli - che riordina e mette in evidenza i risultati delle ricerche scientifiche sul territorio cortonese, e sulla vicenda millenaria di questa comunità, con ricostruzioni come Quella del tetto di un tempietto funerario del VI secolo a.C. (del Tumulo II del Sodo), fino ai materiali e corredi, dalle ceramiche ai monili in oro, ai mosaici della villa imperiale della Tufa, agli spettacolari bronzi provenienti dalle tombe sparse nella valle ai piedi di Cortona. Un allestimento destinato a fare scuola per la cura dell'impianto didattico interamente bilingue (italiano e inglese), con un catalogo imponente, affiancato sia da una guida più agile, sia da una dedicata ai bambini, l'uso degli schermi al plasma, l'abbattimento di ogni barriera con l'installazione di ascensori e anche di un sofisticato percorso tattile e presto olfattivo destinato ai non vedenti. Ma il Museo, ospitato dalle sale restaurate di palazzo Casali, diventa soprattutto il punto di riferimento del Parco Archeologico, facendone la naturale stazione di partenza per un viaggio attraverso undici siti archeologici tutti visitabili. Ha ragione il sindaco Andrea Vignini a parlare con orgoglio di un investimento che la sua amministrazione (e i cinque sindaci che lo hanno preceduto) ha dedicato all'impresa negli ultimi venti anni. Convogliando cifre importanti per questo settore (in tutto cinque milioni di euro, la gran parte dal Comune, il resto dallo Stato, dalla Regione e dalla provincia di Arezzo), ma soprattutto gestendo una inedita unità di intenti. Riportando a Cortona pezzi pregiati, come la preziosa «Tabula Cortonensis», terzo testo etrusco più lungo al mondo. Un piccolo capolavoro di cura, attenzione ai rapporti istituzionali e attenta ricerca dei fondi, senza i quali le idee della cultura si fermano ai progetti, che ha avuto un protagonista, Angelo Bottini, per anni soprintendente archeologico della Toscana e oggi successore di Adriano La Regina alla Soprintendenza romana. E' stato lui a curare la nascita di questo polo - ha ricordato Giuseppina Carlotti Cianferoni che ha preso il suo posto a Firenze - impostando anche le restituzioni dal Museo Archeologico nazionale «non senza discussioni» anche all'interno della soprintendenza stessa. «Un museo protetto dagli Etruschi» scherzava il giorno dell'inaugurazione davanti al sottosegretario Antonio Martusciello, l'ex ministro Antonio Paolucci. Ma doveva avere ragione se proprio nei giorni dell'apertura tanto attesa, nei pressi del Tumulo II del Sodo gli archeologi hanno scoperto una nuova necropoli del VII secolo a.C, con due tombe a circolo e cinque casse di deposizione colme di un centinaio di oggetti tra corredi, brocche, calici e anche una lancia in ferro. Un regalo che i pronipoti hanno dimostrato di sapersi meritare. Tutti i numeri e le informazioni 7.000 Le opere delle varie collezioni 2.000 metri quadrati di spazio espositivo 9 gli schermi al plasma e gli schermi Lcd 10.000 i volumi conservati nella biblioteca settecentesca dell'Accademia etrusca e del comune di Cortona 150 i bronzetti conservati al Museo 35 le campagne di scavo effettuate dal 1985 a oggi nel territorio di Cortona 664 le pagine di cataloghi e guide pubblicate per l'apertura del Museo 1727 l'anno di fondazione del Museo dell'Accademia Etrusca di Cortona LA SCHEDA MAEC Museo dell'Accademia Etrusca e della città di Cortona Palazzo Casali, piazza Signorelli 52044 Cortona Telefono (anche per visite guidate) 0575 637235 www.cortonamaec.org infocortonamaec.org Gli orari: Dal 1 aprile al 31 ottobre tutti i giorni dalle 10 alle 19 Dal 1 novembre al 31 marzo, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17