Il museo della Specola chiude per un anno e mezzo per una lunga ristrutturazione. Ma sabato 31 agosto, prima di dare l'arrivederci alla città, il museo sarà aperto e gratuito per tutta la mattina a fiorentini e turisti. Il museo della Specola chiude per un anno e mezzo. La storica sede di via Romana ha bisogno di importanti cure di manutenzione, che partiranno da inizio settembre. Ma sabato 31 agosto, prima di dare l'arrivederci alla città, il museo sarà aperto e gratuito per tutta la mattina a fiorentini e turisti. «Motivi di sicurezza», annunciò lo scorso giugno il professor Marco Benvenuti, direttore del sistema museale dell'Università di Firenze, per spiegare le ragioni di una chiusura così prolungata. L'istituzione di via Romana 17, considerata la più importante esposizione di storia naturale in Italia e il primo museo scientifico d'Europa aperto al pubblico, oggi visitata da 70 mila persone all'anno, ha bisogno di cure, in particolare per quel che riguarda Palazzo Torrigiani, le sale zoologiche e delle cere anatomiche. Ma, grazie a un accordo tra l'Ateneo e la Regione, un investimento da 5 milioni di euro «permetterà anche un notevole arricchimento espositivo: a conclusione dei lavori La Specola potrà infatti ospitare la collezione di Mineralogia e Litologia, la cui sede in via La Pira è chiusa al pubblico», spiega lo stesso Benvenuti. Oltre alla manutenzione, al restauro che manca da circa due secoli e all'apertura delle nuove sale, l'investimento servirà anche per ammodernare gli impianti, a realizzare nuovi bagni, una biglietteria e un desk informazioni più moderni. Nessun impatto invece sulle attività di ricerca che andranno avanti, malgrado la chiusura al pubblico. Così, sabato il grande arrivederci al 2021, sarà salutato con un'apertura straordinaria e gratuita dalle 9 alle 13, con la presenza dei curatori che faranno da guide tra le collezioni zoologiche, le cere anatomiche, la Tribuna di Galileo, l'esposizione permanente «Mineraliter» e anche altre parti del museo «eccezionalmente aperte al pubblico», come il Torrino Astronomico, il Salone degli Scheletri e le collezioni di studio entomologiche. L'ingresso sarà su prenotazione (tel. 055-2755100), che comunque potrà essere fatta anche la mattina stessa alla Specola. Per non lasciare i fiorentini orfani della sua grande istituzione museale per 450 giorni, si sta definendo proprio in questi giorni un accordo tra il Sistema Museale di Ateneo, l'Opera Medicea Laurenziana e la parrocchia di San Lorenzo per permettere che alcune delle collezioni del museo siano altrove visitabili, anche durante i lavori. Obiettivo, allestire un percorso culturale nel Salone Donatello, nei sotterranei della Basilica. Un percorso incentrato sul tema delle origini del collezionismo della dinastia medicea e della sua eredità fino alla costituzione del museo. Una volta chiusi i cantieri, nel 2021, secondo Benvenuti la nuova Specola «sarà molto simile a quel museo voluto e istituito nella seconda metà del '700 dal granduca Pietro Leopoldo». Due anni fa, quando i finanziamenti europei erano ancora in dirittura d'arrivo, era stato il professor Guido Chelazzi, presidente del Museo di Storia Naturale dell'Università, a dire che «tra 4 o 5 anni la Specola sarà un polo museale di livello europeo, se non mondiale».