I sindacati: serviranno a colmare pensionamenti e trasferimenti In Piemonte stanno per arrivare 57 nuovi dipendenti a tempo indeterminato negli enti museali dello Stato, con mansioni di «assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza». Lo stabilisce l'atteso nuovo bando lanciato dal Mibac, con scadenza il 23 settembre, per assumere in totale 1.052 persone. Vista la situazione che rischia di precipitare a causa dei pensionamenti, che con «quota 100» manderanno a casa, fra il 2019 e il 2020, un centinaio di dipendenti dei musei statali piemontesi, la manovra è una vera boccata di ossigeno. «Assunti i vincitori spiega Antonio Scocozza di Confsal-Unsa di solito si allargano le graduatorie, perché sono tutti sempre sotto organico. In Piemonte saranno assunti in 57, ma probabilmente ne arriveranno il doppio». In questo modo la situazione non cambierà, ma almeno non peggiorerà, perché alcune strutture rischiano di chiudere del tutto senza nuove iniezioni di personale, come il Castello di Agliè, ma è critica anche la situazione del Castello di Racconigi, per non parlare di quello di Moncalieri che potrebbe riaprire il prossimo anno soltanto grazie al Comune e ai Carabinieri. In generale, soffrono di più le strutture gestite dal Polo museale del Piemonte, che di quei 57 nuovi arrivi ne accoglierà circa la metà. La destinazione si conoscerà poco prima delle assunzioni, fra un anno. L'altra metà, invece, andrebbe al complesso dei Musei Reali di Torino. In questo momento, grazie al contributo di Compagnia di San Paolo, già 14 nuovi dipendenti sono entrati in servizio per garantire le aperture del lunedì di Palazzo Reale, ma il loro contratto scadrà a fine anno. Con una pianta organica coperta al 67 per cento, l'ente diretto da Enrica Pagella (fresca di rinnovo per altri 4 anni) è in seria difficoltà. «Le assunzioni sono sempre positive commenta Sara Comoglio di Cgil ma il rischio è che servano solamente a colmare pensionamenti e trasferimenti, sono una goccia nel mare». E non basterà assumere personale, servirà anche una riorganizzazione dei turni e delle mansioni, mentre i Musei Reali si confrontano anche con lo stato di abbandono della parte chiusa al pubblico dei giardini, tuttavia ben visibile dalla terrazza del secondo piano di Palazzo Reale, visuale che ha fatto storcere il naso a qualche turista. Quanto alle assunzioni, ai sindacati non piace che le selezioni continuino a tenersi solo a Roma, agevolando, quindi, chi abita nelle zone centrali del Paese. «Fare un concorso nazionale spiega Comoglio garantisce lo stesso livello di prove per tutti, ma non tiene conto delle difficoltà e dei costi dei trasferimenti, quindi non va nell'interesse di chi non sta lavorando o è precario». Per Antonio Scocozza, è addirittura «deleterio», visto l'alto numero di domande che si aspettano per questo concorso. «Decentrare dice è la cosa migliore da fare in una situazione come questa». Che si intreccia con l'ultima riforma promossa dal ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, che ha accorpato diverse realtà senza ancora chiarire la situazione di personale e dirigenti. Fra queste c'è proprio il Polo museale del Piemonte, diventato «Direzione territoriale delle reti museali del Piemonte e della Liguria».