Dopo l'inchiesta del «Corriere della Sera» del 22 agosto sul degrado di Castel Sant'Angelo, il funzionario direttore del monumento interviene nel dibattito con una lettera al ministro per i Beni culturali Rocco Buttiglione, che ha disposto un piano straordinario per il recupero del Castello. Sul tema, da queste colonne, sono intervenuti anche il sindaco Veltroni e il soprintendente Claudio Strinati. Signor ministro, sebbene io non sia che una degli storici dell'arte del ministero per i Beni e le Attività culturali, lontana dal potere (cui peraltro non ambisco), svolgo il mio lavoro con e per passione. Non amo i compromessi e sono nota per dire sempre quello che penso. Proprio per questo, come in precedenza ho richiamato tante volte e in svariate sedi l'attenzione sui problemi del Museo nazionale di Castel Sant'Angelo senza risultati, ritengo doveroso ora rendere pubblico il mio pensiero sul suo intervento. Sono trascorsi solo alcuni giorni dalla sua visita al monumento, anche a seguito di alcuni articoli comparsi sulla Cronaca romana del Corsera, e già se ne vedono i primi risultati. Sono piccole cose, riguardano la programmazione dei lavori e degli interventi per il prossimo anno, l'umore dei colleghi che lavorano nel Castello, i rapporti con Palazzo Venezia, la maggiore attenzione alle richieste provenienti dal Museo. Si avvertono impercettibili, ma concreti segni di cambiamento. E soprattutto si respira un clima di rinnovata fiducia all'interno del Castello, fiducia che il monumento possa tornare ad avere il peso e il prestigio che gli competono. Il suo intervento, il tempo che gli ha dedicato, l'attenzione con cui lo ha visitato, le osservazioni fatte e i consigli che ci ha dato, rivolti anche ad una sua migliore fruizione dal punto di vista culturale, sono stati significativi. Lei ha colto l'essenza del monumento, capito cosa esso significhi e quanto è importante nella storia nazionale. Questo mi conforta, e credo conforti anche tutti coloro che hanno a cuore la nostra storia e la nostra cultura, perché nelle sue parole si ravvisa il segnale di un cambiamento e di un rinnovamento. Ho anche apprezzato che il Soprintendente abbia lasciato che io le parlassi liberamente e che la guidassi all'interno del Castello, negli ambienti e nelle sale chiuse, mostrandole tutto quello che ritenevo degno di nota, rendendola così partecipe di una realtà certamente non edulcorata per via della sua visita. E sono lieta di poterle anticipare che, tra le altre cose, con il professor Strinati abbiamo concordato di riprendere la consuetudine di Castello di accogliere grandi mostre dedicate alle culture extraeuropee. La prima, dal titolo «Il Paese del dolce sorriso e del riso profumato (5000 anni d'archeologia ed arte)», di cui il 5 settembre si è firmato il protocollo d'intesa, sarà dedicata alla Thailandia e si terrà nell'estate del prossimo anno. Non posso perciò che ringraziarla pubblicamente per il suo autorevole intervento, chiedendole tuttavia di continuare a tenerci d'occhio, perché come lei stesso ha detto «i buoni propositi possono essere dimenticati». Luigina Di Mattia Storico dell'arte direttore coordinatore di Castel Sant'Angelo
Grazie ministro, ma non dimentichi i problemi di Castel Sant'Angelo
Il direttore del Castel Sant'Angelo, Luigina Di Mattia, ha scritto una lettera al ministro per i Beni culturali Rocco Buttiglione, esprimendo la sua soddisfazione per il piano straordinario per il recupero del Castello. Di Mattia afferma che il ministro ha colto l'essenza del monumento e ha capito cosa esso significhi nella storia nazionale. Il direttore del Castello ha anche apprezzato l'attenzione del ministro per la programmazione dei lavori e degli interventi per il prossimo anno, nonché per la maggiore attenzione alle richieste provenienti dal Museo.
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