La Regione dice sì alla ricerca di idrocarburi da parte della società texana Panther Oil. Le perforazioni nel 2007 furono bloccate dopo un appello di Camilleri Dodici anni dopo, ritorna Panther Oil. E con quella si rinfocola la polemica. La Regione ha dato il via libera alla ricerca di idrocarburi nel Val di Noto alla compagnia texana, che proprio per aver chiesto di trivellare la stessa zona balzò agli onori delle cronache nel 2007, quando contro le perforazioni (poi bloccate) si schierò anche Andrea Camilleri. Ora si ricomincia: il decreto, firmato all'inizio del mese scorso dall'assessore regionale al Territorio Toto Cordaro su proposta del dirigente (e suo predecessore) Mario Parlavecchio, dà parere positivo a un progetto presentato a gennaio e fissa una serie di paletti per la ricerca, fra i quali il divieto di usare esplosivi, l'obbligo di tenersi lontano dalla riserva naturale, dalle oasi di Natura 2000 e naturalmente dai siti Unesco e l'imposizione di farsi controllare dall'università di Catania. In Sicilia sud-orientale, però, è già scoppiata la rivolta. A salire sulle barricate è un altro ex assessore regionale di quell'epoca, Fabio Granata. L'esponente ex finiano, ora in giunta comunale a Siracusa, chiede alla politica di stoppare l'intervento: "Mi appello al presidente Nello Musumeci, di cui conosco la sensibilità ambientale dice affinché blocchi e revochi subito tali autorizzazioni che preludono a nuove trivellazioni per idrocarburi in territori Unesco, dove da tempo abbiamo scelto con decisione un modello economico fondato sul turismo culturale e naturalistico e sulla agricoltura biologica e la viticoltura di eccellenza". Per la Regione, però, non poteva che essere così. Cordaro, innanzitutto, mette però le mani avanti: "Io scandisce ho firmato il decreto senza entrare nel merito su proposta del dipartimento. In compenso non mi posso sottrarre per legge a concedere l'autorizzazione per la ricerca. Cosa diversa sarebbe se ci fosse un'attività estrattiva. Possiamo però garantire che l'attenzione è massima, anche grazie ai fitti paletti e alla sorveglianza dell'università". Una polemica analoga era già scoppiata nel 2007. A lanciare un forte appello per la salvaguardia della zona, dalle pagine di Repubblica, era stato Camilleri: l'appello, rilanciato da diversi politici e da Legambiente, era stato sottoscritto da ottantamila lettori. Nel documento il papà del commissario Montalbano chiedeva che venissero definitivamente e "irreversibilmente" stoppate le concessioni per l'estrazione di idrocarburi nel Val di Noto, concesse nel 2003 dal primo governo Cuffaro. Alla fine la compagnia aveva ceduto alle pressioni, fermandosi spontaneamente. Adesso, a pochi giorni dalla morte dello scrittore, il nuovo via libera. Il presidente della Regione Nello Musumeci frena sulle trivelle nel Val di Noto e dà la colpa al governo nazionale. "La posizione del governo Musumeci sull'avvio di progetti di ricerca sugli idrocarburi si legge in una nota di Palazzo d'Orléans diramata a nome di tutta la giunta - è chiara sin dal primo momento: porre un freno alle attività estrattive del fossile. A maggior ragione, questa linea trova applicazione in aree particolarmente vocate all'economia turistico-culturale e agricola di qualità. Nel caso specifico, relativo al 'rilievo geofisico all'interno del permesso di ricerca idrocarburi denominato Tellaro nel territorio della provincia di Ragusa', si tratta di un percorso delineato dal governo nazionale, nel novembre del 2018, e attuato dagli organi periferici della Regione, peraltro con giudizio insindacabile, come quello reso nel maggio di quest'anno dalla competente Soprintendenza ai beni culturali".Per la giunta, insomma, il permesso di ricerca non poteva non essere concesso. Cosa diversa, assicura Palazzo d'Orléans, sarebbe lo sfruttamento di eventuali giacimenti: "In coerenza con la sua posizione - prosegue la nota della presidenza della Regione - il governo Musumeci ribadisce la contrarietà a ogni eventuali futura attività estrattiva che possa costituire un pregiudizio per l'equilibrio ambientale e paesaggistico dell'Isola". C'è però una via d'uscita: "Ogni altra attività, svolta in contesti compatibili, non può che essere subordinata ad adeguate misure compensative, a cominciare dal riconoscimento, da parte del governo centrale, del diritto alla defiscalizzazione dei prodotti petroliferi per i cittadini residenti in Sicilia chiude la nota - La stagione dello sfruttamento indiscriminato del sottosuolo è finita".
la Repubblica
7 Agosto 2019
SICILIA - Siracusa, nel Val di Noto l'incubo delle trivelle a casa Montalbano
CL
Claudio Reale
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
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