Emergono basamenti di colonne e mura dell'antica basilica di S. Maria del Popolo La Soprintendenza ha bloccato i lavori per studiare i reperti venuti alla luce Il basamento di un muro perimetrale e i resti di due imponenti colonne. Sono venuti alla luce in piazza duomo, nel cantiere accanto a via Cardinal Riboldi. Qui gli operai sono al lavoro per realizzare un giardino, che consentirà finalmente di aprire alla città l'area esterna a sud della cattedrale, dove negli ultimi vent'anni è stato allestito il deposito provvisorio del cantiere post crollo Torre Civica. Dai primi scavi per la realizzazione della cancellata sono emersi i resti di una basilica: potrebbe trattarsi di Santa Maria Maggiore, comunemente chiamata Santa Maria del Popolo, l'antica cattedrale romanica fondata tra il VI e il VII secolo. Il presidente della Fabbriceria del duomo Franco Mocchi spiega: «Una grande sorpresa, vogliamo scoprire di più ma ora dobbiamo chiedere il sostegno dei pavesi per poter continuare gli scavi». INDIETRO NEL TEMPO Torniamo per un attimo al VII secolo e fermiamoci in piazza. Il duomo di Pavia, con la terza cupola italiana per dimensione e la sesta per altezza, non c'è. Al suo posto ci sono due basiliche gemelle: Santo Stefano, posta a settentrione e usata come basilica estiva, e Santa Maria del Popolo, posta a mezzogiorno, in favore del sole, e quindi usata come cattedrale nei mesi invernali. Nella basilica di santa Maria del Popolo è custodito il corpo di San Crispino I, settimo vescovo della diocesi di Pavia. Per immaginarne l'aspetto bisogna fare riferimento agli scritti di Opicino de Canistris, scrittore e miniatore nato a Lomello nel 1296. Opicino descrive la basilica come a tre navate, con una facciata a salienti, un unico portale e motivi decorativi composti da fasce di mattonelle che non si ritrovano in nessun'altra basilica romanica pavese superstite. Le due basiliche furono incendiate dal tiranno Odoacre e, secondo una leggenda pavese, la basilica di Santa Maria del Popolo fu ricostruita da un angelo per i meriti del vescovo Epifanio. LA NUOVA CATTEDRALE Il 29 giugno del 1488 inizia la costruzione della cattedrale di Pavia, con la posa della prima pietra effettuata dal vescovo Ascanio Maria Sforza, e le due cattedrali gemelle vengono demolite. Ma ora la storia affiora dall'acciottolato della piazza: «I lavori sono iniziati per sistemare l'area esterna al duomo spiega Mocchi , vogliamo renderla usufruibile e di servizio a una delle future uscite del museo diocesano. Scavando per la cancellata sono emersi questi resti, noi abbiamo subito bloccato i lavori e avvertito la Soprintendenza, che ha inviato un archeologo per seguire con cura ogni passaggio. Sicuramente il progetto del giardino cambierà, sarà necessario rivedere il disegno per mantenere questi resti visibili alla città. Stiamo già studiando un'alternativa per posare la nuova cancellata senza danneggiare le mura antiche della basilica». LA RACCOLTA FONDI Il desiderio sarebbe quello di continuare a scavare, per portare alla luce completamente questo nuovo tassello di storia: «Purtroppo a mancare sono i fondi spiega il presidente della Fabbriceria , per questo desidero rivolgermi alla città chiedendo un aiuto per consentirci di continuare a scavare e completare i lavori del nuovo giardino, che ora avrà anche una parte archeologica importante. Un aiuto gratuito e semplice, ma prezioso per noi, è destinare il 5x1000 a "Diocesi di Pavia Ramo onlus", al codice fiscale 96010220182».