Il Cenacolo sarà controllato da Brera, l'Accademia dagli Uffizi, interventi a Venezia, Roma, Napoli. Il ministro: ora puntiamo al museo della moda a Milano Quasi alla vigilia di Ferragosto. Ieri il ministro per i Beni e le Attività culturali Alberto Bonisoli ha continuato la sua ristrutturazione all'interno dei musei. Dopo l'annuncio che Palazzo Citterio di Milano sarà ridisegnato secondo le indicazioni del direttore della Pinacoteca di Brera, James Bradburne, ieri il ministro ha aggiunto che sarà la stessa Pinacoteca a gestire anche il Cenacolo vinciano, finora sotto il controllo del Polo museale della Regione Lombardia. Nel decreto ministeriale che interviene sul vecchio regolamento dell'allora ministro Dario Franceschini e che Bonisoli ha firmato ieri (entrerà in vigore a fine mese), si assegna anche l'Accademia di Firenze agli Uffizi. Bonisoli fa capire, e nemmeno troppo tra le righe, che questa riorganizzazione secondo lui era necessaria e che soprattutto era in programma da tempo. «Andiamo avanti a testa bassa. Ci saranno novità anche per la città di Napoli. Al Museo di Capodimonte è stato assegnato un grande investimento. Avrà un direttore amministrativo e la nostra intenzione è quella di trasformarlo in un Central Park partenopeo con una grande area verde ben curata». E poi aggiunge ancora che le cose stanno cambiando a Roma con i Musei nazionali etruschi e a Milano con il polo del design, ma soprattutto con il progetto del Museo della moda: «Deve puntare a una qualità di altissimo livello». Non passerà troppo tempo, perché dice ancora Bonisoli le riunioni sono fissate dopo Ferragosto. Cambiamenti anche in Laguna. Da ieri la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro entra a far parte del sistema delle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Anche questo cambiamento di rotta è contenuto nel Decreto Musei firmato da Bonisoli. Fra i numerosi tesori di questa raccolta, a fianco delle opere di Tiziano e di van Dyck, c'è il San Sebastiano di Andrea Mantegna, per il quale il barone Franchetti fece costruire una cappella ornata di marmi (il dipinto è custodito sull'altare). Il ministro non ha solo agito a livello museale. Ieri ha rimesso in discussione la conferma di Francesco Giambrone alla guida del Teatro Massimo di Palermo. Il sindaco Leoluca Orlando, che è di diritto presidente della fondazione lirica, ha convocato per oggi il consiglio d'indirizzo del teatro. Alberto Bonisoli spiega: «Mi risulta che Francesco Giambrone sia fratello di Fabio Giambrone, da alcuni mesi vicesindaco del Comune di Palermo». E conclude sulla sua lunga giornata così: «Il decreto è frutto di una pianificazioni necessaria quando si ricoprono certi ruoli, è questione di serietà».