Sarà realizzato "in prosecuzione" con quello esistente e sarà rivestito in acciaio La Lega Nazionale si farà carico di ogni onere e, poi, lo donerà al Comune È una presa d'atto. Ma "suona" come un'autorizzazione. Il Comune di Gorizia ha dato il suo "sì" alla proposta di progetto relativa alla realizzazione di un monumento ai deportati da realizzare nel Parco della Rimembranza; iniziativa presentata dalla Lega Nazionale a firma del compianto architetto Barbara Fornasir. Allegato alla delibera giuntale c'è anche la bozza progettuale con il rendering che proponiamo a fianco. Il nuovo lapidario sarà realizzato «in prosecuzione - si legge nei documenti comunali - rispetto al monumento già presente ad opera dell'architetto Luigi Caccia Dominioni, anch'esso dedicato ai deportati, con l'obiettivo di creare un "viale del ricordo"». L'obiettivo è di installare un manufatto che si integri perfettamente nel contesto, in linea con le altre tipologie monumentali. «Lo sviluppo sarà in due fasi: la prima consisterà nella realizzazione di un manufatto rivestito in acciaio spazzolato di dimensioni identiche a quello già presente. Nella seconda fase verrò posizionata una panchina con seduta anch'essa in acciaio e verrà, inoltre, realizzata una pavimentazione in pietra d'Aurisina in prosecuzione dell'esistente». L'intenzione è di utilizzare materiali «innovativi» tali da attribuire al monumento un segnale di contemporaneità. «La conclusione dei lavori - si legge ancora nella delibera - avverrà entro il 16 settembre 2022. L'opera artistica sarà oggetto di donazione a favore del Comune di Gorizia e la Lega Nazionale (come ampiamente noto, ndr) si dovrà fare carico di ogni onere relativo alla realizzazione e alla posa in opera del monumento rispettando tutte le norme in vigore: attività edilizia, anti-sismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitario, di tutela dal rischio idrogeologico nonché dalle disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio». Il parco della Rimembranza ospita diversi monumenti: si inizia con quello dedicato ai 665 cittadini deportati e trucidati dagli Jugoslavi dopo la fine della Seconda guerra mondiale per continuare con il manufatto che celebra la divisione di fanteria Lupi di Toscana (ricostruito dopo essere stato distrutto dall'esercito jugoslavo nel 1945). Gli altri monumenti sono quelli alla Brigata alpina "Julia", all'eroe della Prima guerra mondiale Vittorio Locchi, all'eroe della Prima guerra mondiale Giovanni Maniacco, all'eroe della Prima guerra mondiale Emilio Cravos. Senza dimenticare i resti del tempietto circolare con cupola, innalzato su progetto di Enrico Del Debbio, realizzato nel 1929 e fatto saltare in aria nella notte del 2 agosto 1944 da parte degli slavi collaborazionisti con il consenso degli occupatori nazisti. L'obiettivo della nuova realizzazione, più volte dichiarato dalla Lega Nazionale, è di «dare pari dignità - si legge ancora nella relazione di progetto - ai nomi di tutti i deportati, anche quelli trovati in un secondo momento. L'intenzione è di andare a creare una struttura armoniosa e integrata nel contesto storico-ambientale, creando così un'atmosfera tale da dare anima a quel luogo». Non è un mistero che il nuovo Lapidario viene fieramente contestato dall'Anpi di Gorizia. Nel mirino, in particolare, la pertinenza di diversi nominativi che sarebbero totalmente estranei alle deportazioni. «Su questo tema registriamo mancanza di doverose verifiche e accertamenti», il messaggio più volte lanciato dall'Associazione partigiani.