Una copia, perfetta, tridimensionale per far scoprire la villa del Tellaro di Noto al resto del mondo. Il progetto, sposato dal parco archeologico di Siracusa e dal Comune netino, è dell'Università della Florida ed è coordinato dall'archeologo Davide Tanasi, docente dell'Ateneo americano, con la collega Elisa Bonacini, è al lavoro per la mappatura 3D della villa tardo imperiale del Tellaro con macchinari sofisticati e scansioni laser che permettono la copia in 3D dell'antico sito al fine di una sua futura valorizzazione e restauro. Questo l'intento del progetto voluto dal direttore del parco aretuseo, Calogero Rizzuto, per una nuova fruizione del sito di contrada Caddeddi nel territorio netino, a qualche chilometro dall'antica Eloro. Un tesoro ancora da scoprire che, sebbene i tombaroli sapessero della sua esistenza già alla fine degli anni '60, è stato oggetto di campagne di scavi soltanto dieci anni dopo sotto la guida dell'archeologo, oggi Soprintendente emerito di Siracusa, Giuseppe Voza. E' stato lui a rinvenire in quei resti nascosti sotto una masseria del XVIII secolo, una villa simile per magnificenza a quelle di Patti Marina e Piazza Armerina, e anche alle "gemelle" costruite dai Romani nelle città d'Africa. Oltre alla villa romana di Noto, il progetto coinvolge Levanzo, con la grotta di Cala Genovese, e San Gregorio e Acicastello in provincia di Catania con le grotte del complesso Immacolatelle e Micio Conti. (di Isabella Di Bartolo)