Entro il 5 ottobre le offerte per il partner che gestirà la cessione. Sul mercato 800 appartamenti e 1.700 areE. Quasi 1700 terreni, più di mille edifici, circa 800 appartamenti. Un valore complessivo stimato per difetto in qualcosa come due miliardi e 405 milioni di euro. Sulla carta è la più grossa operazione immobiliare mai avviata in Sicilia. La Regione ha pronto il piano di dismissione immobiliare messo a punto dall'advisor Gianfranco Imperatori, ex vicepresidente del Banco di Sicilia. È stato pubblicato il bando per la ricerca del partner privato che dovrà affiancare l'amministrazione nell'operazione di dismissione: entro il 5 ottobre dovranno arrivare le candidature di merchant bank e altre istituzioni finanziarie. L'assessore al Bilancio, Salvatore Cintola: «Un'operazione che ci consentirà di fare cassa». Nel 2005, l'amministrazione spera di incassare i primi 150 milioni. Tra i progetti allo studio anche la trasformazione della ex base Nato di Comiso in struttura turistica. SULLA carta è la più grossa operazione immobiliare mai avviata in Sicilia: conta 1.655 terreni, 1.138 edifici e 155 terreni con fabbricato annesso, per un valore complessivo stimato per difetto di qualcosa come due miliardi e 405 milioni di euro. In tutto 168 mila ettari di terra e un miliardo e 700 milioni di metri quadrati di fabbricati. Ecco i numeri da capogiro dei beni immobili che la Regione vuole mettere sul mercato, con un'operazione che nel solo 2005 dovrebbe fruttare alle casse regionali 150 milioni di euro. Ma al di là di questo primo obiettivo, da realizzare coni beni già disponibili (che in qualche caso la Regione ha provato a vendere senza successo), il piano di valorizzazione degli immobili regionali allestito dallo studio dal manager Gianfranco Imperatori, advisor dell'operazione nominato dalla Regione, non contempla solo la dismissione degli immobili, ma anche la loro riqualificazione, locazione, concessione e la rimodulazione dell' utilizzo diretto da parte della Regione. Tutto nell'arco di dieci anni, a partire dal 5 ottobre 2005. Tra poco meno di un mese scade infatti il bando della gara europea che la Regione ha indetto in agosto per costituire una società mista insieme a un socio privato. Società che per prima cosa dovrà censire entro un anno e mezzo tutti i beni immobili regionali. Le operazioni di alienazione dovrebbero partire, stando al cronoprogramma, dalla seconda metà del 2008, dovrebbero durare un anno e assicurare ricavi per diciotto mesi, a partire dal 2009. «È un'operazione di enorme portata e di enorme importanza spiega l'assessore al Bilancio, Salvatore Cintola che assicurerebbe alle casse regionali autonomia finanziaria, ma non solo. Valorizzare il patrimonio immobiliare non significa solo mettere a reddito beni poco ornale sfruttati. Per esempio, razionalizzando la distribuzione degli uffici, da un lato si potrebbero incassare i ricavi delle vendite, e da un altro risparmiare sui costi di gestione degli immobili. La cosa importante è che da una fase progettuale ora si è passati alla fase operativa. E da ottobre la società mista di scopo sarà costituita». Il 75 per cento della società sarà della Regione la quota del socio privato che presumibilmente sarà una banca d'affari o un altro istituto finanziario sarà del restante 25 per cento. Nel dettaglio, la Regione possiede 12 aree edificabili, 56 arenili, 476 boschi, 35 tra frutteti, vigneti e uliveti, 38 terreni a scopo idrico e irriguo, 506 pascoli, 214 tra cave e miniere, 896 immobili residenziali (dei quali 802 sono appartamenti), 17 strutture commerciali e industriali, 13 immobili scolastici, 88 immobili adibiti a servizi sociali e sanitari (ex ospedali e uffici di Ausi), mentre altri 116 sono destinati a servizi storico-culturali (uffici, biblioteche, musei). E infine ci sono 204 terreni seminativi e seminativi misti. Gli immobili di tutte le tipologie che risultano inutilizzati sono in tutto 47. I beni monumentali, compresi nell'elenco, saranno inalienabili. Ma non sarà così per altri edifici molto appetibili da un punto di vista architettonico: i palazzi storici, per esempio, che potrebbero essere venduti a banche e strutture alberghiere, o utilizzati a fini culturali, come fondazioni o altre onlus. Anche gli ex ospedali potrebbero essere facilmente trasformati in residenze alberghiere e uffici. Al netto di quelli utilizzati direttamente, gli immobili della Regione risultano utilizzati da aziende pubbliche e private, da privati cittadini, da istituzioni pubbliche. Centouno di essi sono utilizzati da Comuni e Province (tra questi c'è anche un pascolo), mentre quelli affidati agli enti regionali sono 137. Sono 43 le strutture affidate a enti religiosi. E in ben 220 casi, secondo lo studio di Imperatori, la Regione non sa bene chi e come utilizza gli immobili di sua proprietà: tra essi ci sono 16 pascoli, 129 cave e miniere, 14 immobili residenziali, 13 terreni e persino un edificio scolastico. Per saperne di più, bisognerà attendere il censimento, per il quale la Regione ha previsto di spendere 14 milioni.
SICILIA: La Regione vende case e terreni.
La Regione siciliana sta per lanciare un'operazione di dismissione immobiliare, che prevede la vendita di oltre 1.700 aree e 800 appartamenti. Il valore stimato dei beni immobili è di circa 2,4 miliardi di euro. L'operazione è stata preparata dallo studio di Gianfranco Imperatori e prevede la creazione di una società mista con un socio privato. La Regione spera di incassare i primi 150 milioni di euro entro il 2005. L'operazione non si limita alla vendita degli immobili, ma anche alla loro riqualificazione, locazione e concessione. La Regione ha già pubblicato il bando per la ricerca del partner privato che dovrà affiancare l'amministrazione nell'operazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo