Brugnaro: la prova che si può. Ma il ministro insiste su Fusina. Moraglia sferza il governo VENEZIA. Ci sono solo un paio di pescatori, poco dopo le quattro del mattino, quando si intravvedono da lontano le luci della Msc Sintonia sul canale dei Petroli. La Capitaneria di porto ha imposto i due rimorchiatori più grandi novemila cavalli davanti e quasi ottomila dietro nonostante San Marco e il canale della Giudecca siano ben distanti. Lì, ieri notte (e fino a domani) ci passavano solo vaporetti e taxi perché il ponte di barche del Redentore ha bloccato il passaggio di tutti gli altri, grandi navi comprese, che come ogni anno sono state «dirottate» a Porto Marghera tra le fabbriche. Fino a «ieri» era il solito contrattempo della Notte famosissima (che Venezia festeggia ricordando la grazia ricevuta dalla città di far terminare la peste), da oggi le immagini delle navi tra le banchine industriali potrebbero essere i primi scatti della nuova via delle crociere in laguna, se il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli deciderà di toglierne da subito alcune da San Marco. Non è un caso se in mattinata il sindaco Luigi Brugnaro twitta raggiante: «E' la dimostrazione che le grandi navi possono arrivare a Marghera, da Malamocco, senza passare davanti a San Marco. Non c'è nessun pericolo, avevamo ragione». Il messaggio è soprattutto per il ministro che per mesi si è imputato contro la soluzione Marghera, per poi scendere a patti con questa alternativa, dopo l'incidente del 2 giugno a San Basilio e quello sfiorato del 7 luglio in Riva degli Schiavoni. «Ringrazio il Signore perché non si sono trasformati in irreparabili tragedie, ma si è rischiato troppo ha detto ieri il patriarca Francesco Moraglia Tito Livio, ha una frase notissima che mi piace richiamare: Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur , ossia mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata». Intanto per martedì Toninelli ha convocato un vertice per arrivare ad una prima decisione: le crociere più piccole saranno spostate al terminal delle autostrade del mare di Fusina che, a dire la verità, può ospitare già oggi navi fino a 280-290 metri. La Msc Sinfonia (275 metri, 65 mila tonnellate di stazza) avrebbe potuto fermarsi lì già ieri, se una decisione fosse stata presa, prima di addentrarsi tra le fabbriche del Petrolchimico dove, qualche ora più tardi, sono arrivate la Msc Musica e la Costa Luminosa (294 metri entrambe) ormeggiate tra il Molo A e il canale industriale Ovest tra gru e container del porto commerciale. Il pericolo che denunciano gli operatori portuali è proprio questo: con l'arrivo di crociera e passeggeri il rischio è compromettere l'attività industriale di Porto Marghera con decine di aziende che garantiscono la movimentazione di 28 milioni di tonnellate di merci all'anno. «Il primo passo per far morire il porto commerciale, così si uccidono crociere e porto», affermano gli operatori, pronti a manifestare qualora il ministro decidesse di portare le navi nelle banchine delle aziende. Lo sta studiando l'Autorità portuale (su indicazioni del ministero), che ha evidenziato le grosse ripercussioni sulle attività commerciali. Per togliere navi da San Marco si partirà da Fusina dove le ripercussioni (sull'attività dei traghetti) sono minori, ma dove si riuscirà a dirottare poco più del dieci per cento degli arrivi. Per questo il sindaco continua ad insistere che la soluzione ottimale è portare le navi sul canale industriale nord a 200-300 metri dalla banchina Veneto della Tiv in cui ha ormeggiato ieri la Msc Sinfonia. «Se ci sediamo tutti intorno ad un tavolo con umiltà e tranquillità, facciamo vedere che la soluzione c'è ed è quella che da tempo continuano a sostenere Comune e Regione», twitta Brugnaro dopo aver seguito ieri (anche a bordo di una delle crociere) l'arrivo delle navi a Porto Marghera. Problemi di manovra, bisogna scavare, insiste il ministero di Porta Pia. Ma proprio qualche giorno fa la nave Carnival Panorama, costruita nello stabilimento Fincantieri, è uscita dallo stesso canale e ha solcato il canale Malamocco-Marghera per fare le prove in mare. Misure: 321 metri di lunghezza, 133 mila tonnellate di stazza, ben più grande delle navi di ieri e di quelle che continuano ad arrivare alla Marittima passando per San Marco. Scavare quindi non serve, sarebbero necessari invece i lavori sulla banchina, di allestimento del terminal: sei mesi dice la Venezia terminal passeggeri pronta a finanziare in project financing l'intervento (l'operazione prevedeva l'accosto di crociere da 330-350 metri). Anche perché una cosa è arrivare in una stazione attrezzata (in Marittima sono stati investiti oltre cento milioni), un'altra in un piazzale tra tendoni, container, pullman e barconi pronti a caricare i passeggeri. Ne sanno qualcosa gli operatori, che ieri mattina hanno dovuto fare gli straordinari e i turisti chiamati ad armarsi di pazienza per salire su autobus e barche. I pullman hanno portato i passeggeri (che dovevano prendere l'aereo) a Tessera, i granturismo tutti gli altri diretti a Venezia. Ma 2-3mila persone (tante erano ospitate in ognuna delle crociere arrivate ieri) sono tante da trasportare e gestire in poco tempo. Passino i bagagli, sistemati in camion (sigillati e controllati dalla dogana) diretti alla Marittima, meno il traffico acqueo e le decine di barche, sistemate come avvoltoi, in attesa dei passeggeri da trasportare. Non è un caso se i rimorchiatori sono stati costretti ad invitarle con urgenza a farsi da parte, per far compiere alla Msc Musica la manovra di approdo al Molo B in sicurezza. «Oggi non si prende niente, con tutto questo movimento», dice uno dei pescatori.