La storia di un patrimonio ritrovato, in una mostra che racconta una pagina importante dell'attività di recupero di reperti archeologici. Stavolta (come tante altre volte), trafugati in Etruria meridionale e ritrovati nel 2014 a Ginevra, con un'operazione tra le più significative condotta negli ultimi anni dai Carabinieri (Comando Tutela patrimonio culturale). Titolo della rassegna, fino al 2 febbraio alla Centrale Montemartini, I colori degli Etruschi. In esposizione tesori di terracotta provenienti da Cerveteri, antica Caere, e recentemente rientrati in Italia. La storia: nel 2016 l'Arma recupera a Ginevra un'ingente quantità di reperti sottratti illegalmente all'Italia. Insieme a vasi figurati della Magna Grecia e a statue romane, è stata ritrovata una straordinaria serie di lastre parietali e frammenti architettonici etruschi dalla vivace policromia, accumulati in frantumi in decine di casse, senza più alcun ordine coerente. Studi e restauri condotti dalla Soprintendenza di Stato su tali reperti, frutto di scavi clandestini e quindi privi di dati di contesto, hanno consentito di riconoscere in un cospicuo numero di frammenti, grazie a caratteristiche tecniche e raffinatezza di esecuzione, lastre dipinte etrusche provenienti da Cerveteri. A questo fortunato recupero di opere è poi seguita la ratifica di un importante accordo di cooperazione culturale internazionale, siglato tra Ministero dei beni culturali e Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, che ha comportato il rientro dalla Danimarca di una consistente, ulteriore serie di frammenti di lastre dipinte etrusche. Una prima fase di ricerca condotta su questi preziosi materiali, datati tra 530 e 480 avanti Cristo, è culminata in una mostra e in un convegno a Santa Severa, cui ora fa seguito quest'altra esposizione con un allestimento rinnovato e aggiornato grazie gli ultimi risultati delle ricerche. Alle terrecotte etrusche recuperate, suddivise per temi e tipologie (imprese di Ercole e altri miti; danza; atleti e guerrieri; contesti; terrecotte architettoniche), sono inoltre affiancati altri materiali archeologici, frutto anche questi di recuperi o restituzioni in base ad accordi internazionali tra Mibac e musei stranieri, come quello (2010) che vide la restituzione da parte del Metropolitan di New York del celeberrimo Vaso di Eufronio, raffigurante Ercole in lotta.