Le vie della transumanza in una proposta che comprende le Dolomiti e i Campi Flegrei. "Anche i fratturi diventino Patrimonio dell'umanità" C'È ANCHE il sistema degli antichi tratturi, allungato fra Puglia Ab ruzzo, Molise, Campania, tra le bellezze naturali che aspirano a entrare nell'elenco dei siti protetti dall'Unesco. Il ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio sta lavorando a una lista di undici siti che intende presentare nei prossimi anni all'organismo internazionale che fa capo alle Nazioni Unite. Non sarà dunque un processo breve; né è scontato il prestigioso riconoscimento, che in Puglia andrebbe ad affiancarsi a quelli di Castel del Monte e Alberobello e in Basilicata a quello dei Sassi di Matera. In ogni caso è importante che al momento ci sia quanto meno una nomination. Del resto, gli antichi sentieri della transumanza sono in buona compagnia: nell'elenco messo a punto dal ministero compaiono luoghi come l'arcipelago della Maddalena, il Santuario dei cetacei in Liguria, le Dolomiti, i Campi flegrei, le cave di marmo di Carrara. L'iniziativa del ministero dell'Ambiente piace ad Arturo Cuc-ciolla, l'architetto autore del Piano quadro dei tratturi di Canosa e in particolare del "Progetto per il recupero e la valorizzazione del Trattura Regio dal ponte romano sull'Ofanto al mausoleo Bagnoli", con il quale si è aggiudicato di recente a Camerino il prestigioso Premio internazionale di architettura e cultura urbana organizzato. Lo studio sui tratturi pugliesi, simbolo dell'antica civiltà legata alla transumanza, ha conquistato la prestigiosa giuria, consentendo all'architetto bare-sedi sbaragliare una settantina di concorrenti. «Non si può che essere soddisfatti dell'iniziativa messa in atto dal ministero dell'Ambientedice oggi Cucciolla se non altro perché da un lato costringe molti intellettuali a riconoscere che i tratturi sono veri e propri monumenti. Dall'altro dimostra, in un'epoca di forte globalizzazione come questa, che ci sono identità "altre" da difendere. Detto questo, però, mi chiedo nel concreto cosa accadrebbe dopo un eventuale sigillo dell'Unesco. Il sistema dei tratturi, destinato oggi al cammino dell'uomo e a passeggiate a cavallo, è complesso e avrebbe bisogno di manutenzione accorta e delicata da affidare magari a gruppi di giovani o agli istituti tecnici agrari, cosa quest'ultima avvenuta proprio a Canosa, ma per certi versi fallita. Credo, ai fini di una reale valorizzazione dei tratturi, che sarebbe fondamentale un coordinamento fra Stato, Regioni e Comuni in un quadro di valenza turistica». Ancora oggi, nonostante il declino della transumanza tradizionale e l'inesorabile degrado, gli antichi tratturi, testimoniano uno dei caratteri più radicati del territorio. «Le vie della transumanza rileva Cucciollahanno segnato per secoli larga parte del Centro-sud e della Puglia in particolare, incorporandosi al paesaggio eal contesto territoriale in modo inestricabile, determinando i caratteri profondi di un'identità mediterranea dei luoghi, producendo una grandiosa rete di varia ampiezza (tratturi, tratturelli, bracci), di manufatti annessi (poste, masserie di pecore, mungituri) di infrastrutture (ponti, guadi, viabilità di raccordo)». Di questo imponente sistema, che coincide per molti tratti con le vie romane, prima fra tutte l'Appia traiana, l'Archivio di Stato di Foggia conserva un'imponente documentazione: un preziosissimo archivio, utile non solo a tramandare la memoria, ma anche a favorire gli interventi di riqualificazione. Che tuttavia pare ben al di là dal venire. «È tempo di cambiare stradaconclude Cucciolla Al di là di quanto farà l'Unesco, i pugliesi vogliono una regione di pace, di lavoro, di tutela della memoria e del territorio: vogliono che i loro tratturi, "in quanto monumenti della storia economica e sociale del territorio", come si legge nell'articolo 1 della legge regionale numero 29, vengano davvero tutelati e finiscano effettivamente per costituire quel "Parco dei tratturi della Puglia" che non va solo vagamente prospettato, ma concretamente costruito».