Nessuna offerta per la struttura, chiusa dal 1989. La base d'asta era due milioni di euro Nemmeno la base d'asta di due milioni di euro (ribassata di sei milioni rispetto alla prima proposta di otto) ha convinto eventuali compratori a farsi avanti per rilevare l'ex sanatorio Guido Banti. È andata deserta anche la quarta asta, dopo quella del 2005, del 2010 e del 2018. All'Usl Toscana Centro, infatti, non è arrivato nessun plico di offerta sebbene la Regione abbia cambiato la destinazione d'uso sanitario aprendo a "finalità turistiche o di diritto allo studio". Da tempo, intanto, il grande complesso, chiuso dal 1989, versa in stato di abbandono. "Continua così l'agonia di un manufatto prestigioso, simbolo della grande architettura razionalista degli anni Trenta del secolo scorso - sottolinea l'associazione Idra che da tempo segue le vicende dell'ex ospedale - e restano aperte tutte le problematiche che da tempo, ed anche di recente, l'associazione Idra ha evidenziato ai soggetti pubblici coinvolti nella vicenda". Tra queste: "le modifiche nelle destinazioni d'uso del Banti, già previste nel regolamento urbanistico 2004 del Comune di Vaglia (Firenze) e in fase di ulteriore estensione nell'attuale iter della variante al piano strutturale, appaiono in palese conflitto con la destinazione pubblica e sanitaria prevista dalla donazione della principessa Maria Demidoff del 15 luglio 1935". Inoltre, "permane l'incertezza sui tempi e sull'esito del procedimento amministrativo di variazione del piano strutturale del Comune di Vaglia, la cui approvazione finale, ad oggi, non risulta ancora intervenuta, subordinata alla valutazione delle competenti commissioni della Regione Toscana e del Ministero dei Beni e delle attività culturali, e alla definitiva espressione di voto da parte del consiglio comunale di Vaglia. Restano poi aperte tutte le questioni relative allo smaltimento delle coperture in eternit, ormai ampiamente deteriorate"