Emessa l'ordinanza: richiamo anche ai mezzi pubblici. In tre giorni arriveranno 14 crociere VENEZIA. Dopo lo schianto della Msc Opera del 2 giugno scorso a San Basilio, erano arrivate misure di sicurezza più stringenti contro il rischio di un'avaria: tre rimorchiatori per le navi sopra le 40 mila tonnellate al posto di due, limite di velocità ridotto da 6 a 5 nodi, distanza di un'ora tra l'una e l'altra, prove tecniche in navigazione da comunicare alla sala operativa della Capitaneria. Ma il quasi incidente di domenica scorsa, quando la Costa Deliziosa, colpita da una vera e propria tempesta improvvisa davanti a Riva Sette Martiri, ha scarrocciato e rischiato di schiantarsi contro uno yacht, ha spinto l'autorità marittima a imporre di valutare meglio un'altra variabile: quella del meteo. E così, dopo una serie di riunioni tecniche nel corso di questa settimana, la Capitaneria di Porto di Venezia ieri sera ha emesso l'ordinanza 79, la terza in un mese sulla sicurezza, il cui cuore è sostanzialmente questo: per entrare dalla bocca di Lido o partire dalla Marittima, il comandante e i piloti del porto devono verificare che le previsioni «escludano ragionevolmente ogni prevedibile probabilità che durante l'attraversamento del tragitto lagunare vengano meno i parametri di sicura operatività, con particolare ma non esclusivo riguardo alle condizioni del vento e della corrente». D'altra parte quello che è accaduto alla Deliziosa avrebbe potuto essere una tragedia. La nave Costa ha sciolto gli ormeggi quando molte previsioni dicevano che ci sarebbero state condizioni meteo pessime, anche se la Capitaneria (che ha dato il via libera) e la stessa compagnia si sono sempre difese che al momento della partenza nessuno poteva prevedere quel vento violentissimo, arrivato a sfiorare i 50 nodi, che ha trasformato la nave in un'enorme vela. Su quello che è successo sono però aperte due inchieste: una della procura di Venezia, che indaga per il reato di «pericolo di naufragio», una del ministero delle Infrastrutture, che ha chiesto delle relazioni sia alla Capitaneria che all'Autorità di sistema portuale. La raccomandazione di verificare il meteo viene estesa nell'ordinanza a tutte le imbarcazioni, comprese quelle del servizio pubblico di linea, i cui comandanti dovranno avere una cautela ancor maggiore a non stare troppo vicine alle crociere in condizioni difficili. Viene infine stabilito che, con un meteo negativo, le navi possano percorre la tratta Marittima-bocca di Lido solo una alla volta. E questo renderà ancor più complessa la gestione delle navi da parte di Vtp, che già fatica a far rispettare gli orari ora: il tratto lagunare dura infatti circa un'ora e un quarto e nei giorni in cui arrivano otto navi significa dieci ore per farle arrivare e altrettante per farle partire. Il rischio è che, in caso di ritardi, le crociere saltino gli scali nel porto successivo, con grave danno economico per quest'ultimo e per la compagnia, costretta a rimborsare le escursioni ai passeggeri. Il problema è anche che la maggior parte delle compagnie organizza i tour di una settimana a partire da sabato o domenica, tanto che si è aperto un dibattito sulla possibilità di spalmarle di più nell'arco della settimana, anche se alcuni armatori non ci sentono. Per esempio oggi arriveranno 8 navi, di cui quattro ripartiranno in giornata, mentre altrettante se ne andranno di domenica, insieme alle quattro che saranno arrivate di mattina, tra cui la Opera e la Deliziosa, una dietro l'altra. Un paio infine arriveranno e partiranno lunedì, per un totale di 14 crociere (esclusi aliscafi e fluviali). Il ministro Danilo Toninelli e i suoi tecnici sono al lavoro da un lato per trovare la soluzione definitiva per togliere le navi da San Marco (la sfida è tra Chioggia e San Nicolò del Lido, con la prima favorita), ma la tensione che si respira in città ne impone anche una immediata. Toninelli ha parlato di «banchine temporanee» per sgravare in parte la Marittima ed è subito partito il toto-luogo: da Tiv alle ex acciaierie Beltrame, da San Leonardo al canale industriale nord, anche se pare che in pole position ci sia Fusina.