Bende rosa sono comparse sulle statue della Fontana Angelica in piazza Solferino nel centro di Torino e su alcuni turet, con allegati volantini con la scritta «S-Bendati» e testi di critica alle politiche migratorie del ministro Salvini e del suo predecessore Minniti. I volantini, che non sono firmati, chiudono con un invito: «L'unico modo che abbiamo per migliorare le nostre condizioni di vita è svegliandoci, affrontando i problemi concreti delle persone e lottando per un futuro migliore. Anche se noi ci crediamo assolti, siamo lo stesso coinvolti. Chiediamo a tutti di vestirsi di queste bende e avere il coraggio di non essere complici». Statue bendate, toret circondati da un nastro rosa e uno striscione srotolato lungo la passerella di fronte al Campus Einaudi. Ci potrebbe essere un artista o un gruppo di studenti di area antagonista dietro la singolare protesta che ha preso di mira il ministro dell'Interno Matteo Salvini, la Lega e le politiche del Governo sul tema dell'accoglienza ai migranti. La provocazione, compiuta nella notte tra giovedì e venerdì in diversi punti della città, è stata accompagnata da alcuni volantini incollati o appesi sulle fontane, ma per il momento non è stata rivendicata da nessun collettivo. Ieri mattina sono state moltissime le chiamate arrivate alla centrale del 112 per segnalare la presenza di misteriose fascette sugli occhi delle quattro sculture della fontana Angelica di piazza Solferino. Le bende rosa sono comparse anche sui Dioscuri ai lati della cancellata di Palazzo Reale, sul Caval 'd Brôns di piazza San Carlo e su decine di fontane del centro. Non è la prima volta che Torino si risveglia con un tocco di rosa a decorare piazze auliche, cabine telefoniche, panchine e monumenti. L'ondata era cominciata due anni fa ed è proseguita anche lo scorso marzo con le installazioni di Marco Abrate in arte Rebor proprio in piazza Solferino. L'artista torinese, però, ha «riconosciuto» solo una parte delle pennellate, sostenendo che le altre fossero opera di un emulatore. Una Pantera Rosa rimasta sconosciuta. In ogni caso le bende sulle statue, anche se rosa, sembrano essere riconducibili ad altre mani. In questo periodo, inoltre, Rebor si trova in Cina e i volantini connotati da una forte matrice politica sono difficilmente attribuibili a un eventuale collaboratore rimasto a Torino. Per il momento la pista principale porta verso le aule di Campus Einaudi, dove è comparso lo striscione: «La paura ci ha accecato, la paura ci manterrà ciechi». Il volantino dal titolo «S-Bendati» invita a ad aprire gli occhi e ad «avere il coraggio di non essere complici». Il riferimento è alle politiche migratorie iniziate con il precedente Governo: «Le bende insanguinate di questo sistema sono le stesse che ci siamo cuciti addosso per non vedere che mentre Minniti concludeva un trattato con la Libia sono aumentate le risorse finanziarie per i campi di concentramento». Nel documento non mancano neppure attacchi alla Lega, «la grande assente nel dibattito internazionale sull'immigrazione», e «al trattamento riservato a Carola Rackete dal Governo e dai leoni da tastiera, dimostrando una brutalità straziante». La Digos ha avviato un'indagine per individuare i responsabili.