Mini rimpasto in giunta. Rabaiotti prende il posto di Majorino alle Politiche sociali La dizione è curiosa: «deleghe alla transizione ambientale». La sostanza è che il sindaco Beppe Sala apre la via milanese all'ambientalismo e all'ecologia. Arriva il rimpasto. Anzi, il minirimpasto, visto che non ci sarà nessuna nuova entrata dopo la dipartita europea di Pierfrancesco Majorino. Solo un giro di deleghe e di poltrone. Gabriele Rabaiotti prende il posto lasciato vacante da Majorino e assume le deleghe del Welfare oltre a quella che aveva già della Casa. Marco Granelli, già assessore alla Mobilità aggiunge anche la delega ai Lavori pubblici prima in carico a Rabaiotti e lascia quelle sull'Ambiente. Ed ecco la novità. È il sindaco stesso che diventerà il riferimento per l'ambiente. Non tanto per quanto riguarda la parte più operativa, tipo la gestione dei rifiuti o le bonifiche (che saranno ulteriore pane per i denti del direttore generale Christian Malangone) quanto per infondere in ogni settore dell'amministrazione le sfide e le pratiche che arrivano dall'ambientalismo sociale.. Sala lo spiega sulla sua pagina Facebook tornando su un concetto che per lui è ormai diventato un refrain: «La battaglia per l'ambiente è una battaglia profondamente politica. Lo sostengo dalla mia candidatura a sindaco di Milano. E oggi più che mai ne sono convinto». Milano «laboratorio di sperimentazione» scrive il sindaco. «Non diremo no a tutto in nome dell'ambiente continua il primo cittadino Il nostro sarà un ambientalismo propositivo, che vede nelle sfide, dal cambiamento climatico al risparmio energetico, dalla raccolta differenziata dei rifiuti alla mobilità sostenibile, delle opportunità per crescere, innovare e migliorare, a favore della città, dei cittadini e del Pianeta». Una via alla «milanese» sottolinea il sindaco, «senza pensare di avere la verità in tasca, ma pronti a collaborare con tutti. E nella certezza che noi continueremo a ricercare soluzioni corrette che corrispondano alla nostra visione di una nuova giustizia sociale e ambientale per la nostra città e il nostro Paese». Il fronte comune è con le altre città del mondo che hanno già intrapreso questa cammino. È un passo in avanti rispetto alle dichiarazioni dei giorni precedenti quando il sindaco parlava dell'esigenza di un nuovo partito oltre al Pd i cui pilastri fossero la giustizia sociale e ambientale. Sarà Sala a guidare questo nuovo soggetto chiede l'Espresso? «Voglio essere sincero: mi piacerebbe, ma oggi non posso, me lo devo inibire, tanto più che c'è questa nuova responsabilità. Chi ha capacità, proposte, deve farsi avanti. Basta dire che non interpretiamo il disagio: facciamolo». Tornando al rimpasto, Rabaiotti si dice pronto per il nuovo incarico. L'impegno sarà concentrato sulle case popolari. «Sarà dura, ma ce la faremo. Politicamente è un'operazione molto interessante perché vuol dire concentrare attenzioni maggiori sul fatto che la politica sociale ha anche dei luoghi, su cui è bene ci si concentri».