NOVENTA. «Sono pronto a mettermi a capo di una cordata di imprenditori veneti, coinvolgendo anche Regione e Provincia, per restaurare e restituire all'uso questa villa, patrimonio culturale e architettonico di grande valore. Potrebbe diventare sede di mostre di alto livello, di concerti e congressi, uno spazio eventi unico. Un gioiello che non possiamo perdere». Parole del principe Carlo Giovannelli. Che lancia l'appello dall'omonima villa ai suoi avi, che ieri ha visitato per la prima volta con visibile emozione. La villa fa parte del villaggio Sant'Antonio: dopo la seconda guerra mondiale venne adibita ad orfanotrofio, conoscendo poi varie vicissitudine che l'hanno spogliata degli arredi (ancora visibili in foto d'epoca) e dei preziosi dipinti ma hanno risparmiato affreschi e stucchi. La villa, che risale al 1600, si presenta con una ampia facciata sulla quale si apre un pronao a pianta semiottagonale al quale si accede grazie alla scenografica scalinata aggiunta nel 1738. Il principe, la cui famiglia ha origini nella Venezia del 1400, ha visitato i saloni della villa, soffermandosi sugli affreschi: II Veneto è terra di industriali, ricca non solo di gioielli architettonici dei quali andare giustamente fiera. Rilevare la villa costerebbe tra i 10 e i 15 milioni di euro, per i restauri necessari forse ce ne vorrebbero circa altri 5. Ma ho trovato una villa bellissima, con le scalinate tipiche che contraddistinguono le ville della mia famiglia, che ha bisogno di essere restaurata prima che sia troppo tardi» dice Giovannelli «io vivo a Roma dove grandi aziende come l'Enel adottano i monumenti perché non si può farlo anche qui per salvare un bene che è di tutti, che si inserisce in quel patrimonio che sono le ville venete visitate da turisti di tutto il mondo. Mi appello anche al ministero dei Beni Culturali, qui tra qualche anno sarà tutto in rovina e mi sembra vergognoso abbandonare la villa così». Il principe ha ricordato come il suo bisnonno sia stato il primo sindaco di Venezia libera e come la sua famiglia abbia le radici in Veneto citando la villa di Lonigo che il Kaiser definiva «mondo delle fate». Ha parlato di sua nonna, una delle prime dame che aprì alla cultura e all'arte i salotti delle sue ville. Ma cosa significa essere un principe oggi? «Significa essere accettati e stimati come persone, la nobiltà è un valore aggiunto che conserva la tradizione nella realtà odierna. Nessuno sa come nasce, non è una colpa essere nobili o modesti, ma essere nobili significa avere più responsabilità. Sono fiero che la mia famiglia abbia lasciato un segno nella storia e nella cultura. Ciò che spero è che chi ha i mezzi non pensi solo ad accumulare ma anche lasciare a qualcosa che ci sopravviverà».
Noventa: il principe lancia una cordala per salvare villa Giovannelli dal degrado
Il principe Carlo Giovannelli ha lanciato un appello per restaurare la villa di famiglia, patrimonio culturale e architettonico di grande valore, che risale al 1600. La villa, che fa parte del villaggio Sant'Antonio, è stata adibita ad orfanotrofio dopo la seconda guerra mondiale e ha subito varie vicissitudini. Il principe ha visitato la villa e ha espresso la sua emozione per la sua bellezza e la sua importanza storica. Ha stimato che la villa debba essere restaurata per non perdere il suo valore e ha richiesto aiuto alla Regione e alla Provincia per realizzare il progetto. Il costo del restauro è stimato tra i 10 e i 15 milioni di euro, con altri 5 milioni per i restauri necessari.
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