«Quando un'interrogazione rappresenta un modo di vedere il mondo». E cioé: «Se non la pensi come loro evidentemente sei prezzolato». Nuovo capitolo nel duello tra Pierfrancesco Maran e il Movimento cinque stelle. A scatenare la reazione dell'assessore all'Urbanistica è il documento presentato dal gruppo consigliare grillino all'indomani del convegno del «fronte del sì» contro i vincoli imposti dal ministro pentastellato ai Beni culturali Alberto Bonisoli su tre aree milanesi in via di trasformazione: piazza d'Armi, l'«ex chimici» di Rogoredo e il QT8. «A me questa interrogazione fa ribrezzo», è la bordata lanciata da Maran. Sul suo profilo Facebook l'assessore posta le due pagine in cui le posizioni delle associazioni ambientaliste che hanno partecipato al convegno vengono definite «anomale» dai portavoce del M5S che di conseguenza chiedono informazioni su «quali siano i rapporti» tra Fai, Italia Nostra Milano, Legambiente e l'amministrazione comunale. Concessioni, collaborazioni, a titolo gratuito oppure oneroso: i Cinque stelle vogliono passare al setaccio tutto. «Dopo le Ong "taxi del mare", siamo alle Ong prezzolate per cambiare opinione», protesta Maran: «È un approccio inaccettabile, sconvolgente». «L'assessore stia calmo e pensi a rispondere prima dell'estate», è la replica del capogruppo grillino Gianluca Corrado che denuncia: «Ormai la giunta Sala ci lascia senza parole. L'insulto è divenuto il modo per non rispondere a precise domande di interesse pubblico».