Venezia. Il governatore Luca Zaia lancia un appello: «Per investire nel turismo soft legato alle colline del Prosecco Unesco si facciano avanti gli imprenditori nostrani. Gli stranieri sono già interessati». Entro 120 giorni il piano di gestione. Venezia. «Quant'è più romantico dormire in un fienile da quindici metri quadrati ristrutturato che in una camera d'albergo di una grande catena?». Parola del governatore Luca Zaia che il futuro turistico delle «Colline Unesco», quelle del Prosecco, quelle di Conegliano e Valdobbiadene, lo immagina così. Un mosaico di casoni tirati a lucido per viaggiatori curiosi e dal palato raffinato. E il Piano di gestione del nuovo sito Unesco, pronto, giura Zaia, entro i 120 giorni previsti, sarà ispirato precisamente a questi criteri. Con un appello del governatore: «Le occasioni di investimento ci sono, faccio appello agli investitori locali, fatevi avanti prima che arrivino i russi, i cinesi o gli azeri che, mentre eravamo a Baku, si sono già dichiarati molto interessati. Il momento è adesso». Messa così la vittoria internazionale delle colline del prosecco diventa paradigma «glocal» con un riconoscimento che più internazionale non si può, quello Unesco, e anche profondamente «local» con tanto di dedica a chi quelle colline le ha pazientemente terrazzate rispettandone i boschi e con l'invito agli investitori locali a non perdere il treno del «turismo esperienziale» che fra i «ciglioni» avrà una delle sue punte di diamante. Ieri mattina, a palazzo Balbi, Zaia ha presieduto i festeggiamenti ufficiali della vittoria all'Unesco con numerose foto di rito - il piano nobile era affollato da sindaci delle colline, consiglieri e assessori regionali e rappresentanti dei consorzi del Prosecco - e, ça va sans dire , con una bottiglia stappata per l'occasione. Dopo Baku, la capitale dell'Azerbaijan dove domenica scorsa la candidatura veneta è stata accettata insieme, ha sottolineato Zaia, alle Piramidi, a Cartagine, a Babilonia e al Kilimangiaro, si passa alla fase operativa di valorizzazione. Si tratta del «Piano strategico di valorizzazione del territorio» con tre focus: ambientale-paesaggistico, turistico ed economico. «Sarà un piano strategico ad esempio per avere un'immagine coordinata finanche al colore del pantone giusto, - specifica Zaia - ragioniamo come azienda unica. Il piano definirà l'animazione sul territorio per i cittadini, la formazione per le guide turistiche, i percorsi, i punti di osservazione e la grande sfida dell'albergo diffuso. E in un mondo in cui si va verso il turismo emozionale dormire nel fienile ristrutturato avrà senz'altro più appeal degli alberghi che non possono essere costruiti. Sul piano edilizio quel che c'è c'è. L'abbiamo garantito all'Unesco che ogni due anni ci farà il tagliando». Il governatore si aspetta che sul sito Unesco fioriscano «startup per incoming turistico» e iniziative per le scolaresche. «Tutto sarà definito entro i 120 giorni - assicura Zaia - e, ripeto, che poi qualcuno non si lamenti che sono arrivati i russi che pure accoglieremo volentieri ma mi auguro che a sfruttare questa opportunità siano prima di tutto imprenditori nostrani e i giovani, per i quali si aprono grandi opportunità di lavoro. Sarà un nuovo rinascimento per tutto il Veneto». Sarà costituita come previsto l'«Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene» im cui la Regione giocherà un ruolo di primo piano. Ieri c'era anche il professor Amerigo Restucci, uno dei protagonisti del dossier Unesco, che ha ricordato l'emozione della proclamazione a Baku: «Zaia ci sorrideva ma io avevo i nervi a fior di pelle. Ora da fare ce n'è: i casoni abbandonati sono numerosi e possono essere oggetto di recupero per offrire pochi posti letto ciascuno, si offrirà così la possibilità di soggiornare accanto alla cantina». All'orizzonte si profila un mosaico di piccoli cantieri perché, aggiunge Zaia «è un bene vivo, non ingessato ma che vivrà secondo le regole del rispetto dell'ambiente e di una gestione accorta dei flussi turistici secondo percorsi definiti». Quanto alla Padova di Giotto come prossimo obiettivo Unesco, Zaia dice: «ben venga, è la nostra Cappella Sistina». Intanto, il deputato dem veronese Diego Zardini rilancia una nuova candidatura «viticola», quella dell'Amarone. E l'assessore regionale Elena Donazzan propone già una formazione ad hoc.
Corriere della Sera
11 Luglio 2019
Colline Unesco. Zaia: Investite sui casoni o arrivano i russi
MA
Martina Zambon
Corriere della Sera
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Bene culturale
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