Assemblea straordinaria del sindacato sul destino dell'ente: la Regione deve perseguire la strada del rilancio «Città della Scienza deve vivere». Per la Cgil della Campania e di Napoli, e per la Filcams, la federazione di categoria, non esistono alternative: l'ente deve essere rilanciato, anche nell'ottica di riqualificazione di Bagnoli, di cui è parte integrante, attraverso una nuova visione che da un lato deve ricondurlo alle sue origini, rivalutando e potenziando le attività centrali per la sua mission, e dall'altro deve dare impulso a nuove attività capaci di produrre redito e rendere sostenibile la vita ordinaria di una struttura complessa e dai costi di gestione importanti. Dall'assemblea straordinaria indetta dalla confederazione regionale e territoriale assieme al sindacato di settore per il rilancio e la salvaguardia occupazionale viene fuori un messaggio chiaro. «Il futuro di Città della Scienza sottolinea il leader della Cgil Campania, Nicola Ricci - in un contesto strategico e di sviluppo come l'area di Bagnoli va assicurato e programmato senza più ritardi. La Regione deve perseguire la strada del rilancio di questa realtà produttiva culturale e di innovazione. I lavoratori, con grandi sacrifici e spesso senza salario, hanno avuto grande coraggio e determinazione nel crederci e far crescere questo polo del Mezzogiorno. Perciò hanno diritto a delle risposte certe e rapide». Tasto ribattuto con altrettanta determinazione dal numero uno della Cgil di Napoli, Walter Schiavella: «Bagnoli deve essere restituita alla città nella maniera più efficace e veloce possibile. In questo progetto, Città della Scienza deve svolgere un ruolo fondamentale: costruire un futuro nel quale le competenze storiche di questo luogo siano accompagnate dai processi di innovazione e di sintesi fra conoscenza e produzione in maniera innovativa. Dobbiamo fare in modo che Città della Scienza sia una realtà capace di trascinare complessivamente una nuova idea di sviluppo della città. Per questo vanno assolutamente affrontate le emergenze di una struttura che oggi è ancora in gestione commissariale, che vede i lavoratori in sofferenza, ma soprattutto che rischia di non sopravvivere». L'allarme lanciato dal sindacato mette in evidenza che la struttura, dopo le dismissioni industriali, è l'unica esperienza produttiva a Napoli di promozione e divulgazione della scienza, ma vive in condizioni di degrado e di incertezza, al punto che i lavoratori sono spesso costretti ad autotassarsi per non fermare le attività. «Non dobbiamo perdere di vista la legalità di questo territorio. Perciò dice Luana Di Tuoro, segretaria generale Filcams dobbiamo capire, al di là della criticità del momento rispetto ai fondi, quale futuro, e quali risposte, la Regione Campania intende dare a questa struttura di eccellenza, una eccellenza di intelligenze che potrebbe produrre tantissima occupazione e crescita per le nostre aree e l'intero Mezzogiorno».