Una "delicata" mancanza di personale e dotazioni informatiche «molto al di sotto della soglia accettabile». Sono le doglianze di Cristina Ambrosini, che guida la Soprintendenza archeologica di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara. «Bisogna fare i conti con una delicata situazione di sottorganico. sono arrivata il 4 giugno dell'anno scorso e avevo 100 persone. Ora siamo tra i 70 e gli 80. Quindi il 25 di pensionamenti, dato assolutamente prevedibile perchè a livello nazionale ci sono state delle assunzioni negli anni '70, '80».