L'attacco su Rete4: «La Chiesa li accolga in quella struttura ». La replica: «È del demanio» Don Bernardo non ha visto la puntata del 4 luglio di «Fuori dal coro» su Rete 4 perché «non perdo il mio tempo risponde serio a vedere certa televisione». Ma ha letto, e storce un po' la bocca, dell'attacco che Mario Giordano ha portato alla «sua» Certosa del Galluzzo presa ad esempio tra le «case d'oro della chiesa» abbandonate e non usate per «accogliere i migranti», come dovrebbe fare, pensa Giordano, per dare seguito pratico alle parole di Papa Francesco. «Ma avete idea di quanti sono 16.000 metri quadrati? Quanto piazza Duomo a Milano arringa il conduttore Per un solo sacerdote». Giordano aggiunge: «Perché non li accogliamo un po' qui?. Tanti cattolici rimangono basiti». La risposta arriva dal quotidiano Avvenire che parla di strumentalizzazione e ricorda che la Certosa non è un bene della Chiesa ma del Demanio. È vero che alla Certosa ci vive, per adesso una sola persona. Ed è don Bernardo della comunità di San Leolino. Ma altri arriveranno. «Certe trasmissioni lavorano apposta per rimestare nel fango, gradirebbero una reazione ma io questa soddisfazione non gliela vorrei dare», risponde don Bernardo. «La Certosa è un bene demaniale ed è anche un monumento, già questo spiega prosegue che non posso mettere migranti in un museo». Ma «accogliamo continuamente folle di persone, ora no perché la Certosa è in fase di lavori di restauro per renderla abitabile» e comunque «non ci sono appartamenti con mansarde e giardino come sostiene il servizio televisivo ma celle monastiche che hanno bisogno quasi tutte di lavori, a partire dal riscaldamento non funzionante». La Certosa «è viva» prosegue il prete, «ospitiamo attività culturali, spirituali, artistiche, ogni sera. Ieri un concerto degli allievi del Conservatorio, stasera un programma di Vivaldi, domani un recital pianistico, poi tornerà il teatro della Compagnia delle Seggiole».