Ristrutturazioni: sono 150 i fiorentini colpiti dal blocco. Oggi l'incontro Sono almeno 150 i progetti bloccati dopo la sospensiva chiesta da Italia Nostra sulla variante urbanistica che consentiva la «ristrutturazione limitata» nelle aree vincolate della città. La stragrande maggioranza di questi stop, decisi dal Comune in autotutela, riguardano piccoli interventi: il secondo bagno, il soppalco. Il conto lo hanno finito di fare ieri architetti e geometri della Consulta delle professioni, a cui gli uffici dell'Urbanistica del Comune avevano chiesto una sorta di «censimento» ed il tentativo di catalogarli per tipologie di interventi. Un modo per semplificare l'approfondimento sui singoli progetti. «La maggior parte sono di piccola entità», spiega Duilio Senesi, vicepresidente della Consulta. Ci sarà anche lui, oggi, all'incontro-confronto dell'Ordine degli architetti alla Palazzina Reale. Un faccia a faccia tra i professionisti, Italia Nostra, un responsabile della soprintendenza e l'assessore all'Urbanistica Cecilia Del Re. Il tentativo di verificare possibili strade alternative ad una situazione di stallo. Il Tar, infatti, aveva respinto la sospensiva chiesta da Italia Nostra sulla variante che consentiva la «ristrutturazione limitata» anche nelle zone vincolate. Ma il Consiglio di Stato, in seconda battuta, l'aveva invece accettata rinviando al giudizio di merito al Tar. Tra i 150 progetti ed interventi bloccati c'è un po' di tutto: grandi trasformazioni, come quella di Costa San Giorgio. Ma la normalità è quella di piccoli interventi, di privati. A raccontarne un paio ci pensa Alessandro Scuffi. Il geometra spiega: «Un cliente ha comprato casa in zona via Mariti: doveva fare nuove tramezzature, un secondo bagno e rimuovere una porzione di un controsoffitto. Il Comune di Firenze ci ha bloccato: lui è entrato, in casa, ma con gli spazi ridotti». Il punto è che «la casa l'aveva comprata dal padre, che a sua volta si era trasferito in un altro appartamento con un fondo commerciale sul quale aveva chiesto un cambio di destinazione: bloccato pure quello». Con effetti su tutta la filiera: «Io, mi sono giocato tutto il lavoro di giugno e luglio. Le ditte anche». L'incontro di domattina anticipa un altro evento che potrebbe avere un effetto dirompente: il ricorso al Tar, domani, con richiesta di sospensiva della decisione del Comune di sospendere le attività toccate dal Consiglio di Stato. Il ricorso è stato presentato dai proprietari dell'ex Villa La Querce: se dovesse essere accettata la sospensiva, i progetti non in centro Unesco (come La Querce) avrebbero un appiglio per poter chiedere di essere sbloccati.