Oggi vertice Porto-Capitaneria. Costa: vento straordinario e improvviso. Polemiche anche ieri sera VENEZIA. Pericolo di naufragio. Questa è l'ipotesi di reato su cui sta lavorando la procura di Venezia dopo lo «scarrocciamento» della Costa Deliziosa, la nave da crociera che domenica pomeriggio, verso le 18.40, ha rischiato di travolgere uno yacht attraccato in Riva Sette Martiri e altre barche a causa delle fortissime folate di vento. Il pm di turno Andrea Petroni che peraltro, fatalità, è lo stesso magistrato che insieme al collega Giorgio Gava segue l'inchiesta sullo schianto della Msc Opera dello scorso 2 giugno ha aperto un fascicolo sulla base della prima relazione arrivata dalla Capitaneria di Porto e ha contestato quel reato che si configura anche nel caso in cui non ci sia poi un naufragio effettivo. Il pericolo si concretizzerebbe solo per il fatto di aver perso la rotta in un canale navigabile frequentato da altri mezzi, che infatti hanno rischiato di venire colpiti dalla Costa Deliziosa, a partire dai vaporetti e dal ferry-boat del Lido, oltre all'Elysian. Ovviamente la polizia giudiziaria è stata incaricata di sentire tutti i testimoni. Non è escluso che a breve arrivino anche i primi indagati, se non altro a titolo di garanzia per poter poi capire che cosa sia successo. Nel caso della Msc, che aveva avuto un'avaria sulla quale è in corso una maxi-perizia, erano stati iscritti il comandante, i due piloti del porto che gli davano supporto (come da prassi per la navigazione in laguna), quelli dei due rimorchiatori e un paio di responsabili della manutenzione della compagnia. Qui il caso è diverso, perché la nave funzionava bene e i rimorchiatori hanno risolto la situazione, rimettendola in rotta prima che succedesse l'irreparabile. Dunque chi rischia potrebbero essere il comandante e i piloti, ma questo lo deciderà il pm a breve. Il cuore dell'inchiesta è soprattutto capire chi abbia dato l'autorizzazione a partire nonostante di lì a pochi minuti si sarebbe verificato un evento meteo eccezionale. «Violento, straordinario e improvviso», lo ha definito la stessa Costa Crociere in un comunicato stampa, in cui ha ribadito però che «il comandante ha sempre mantenuto il controllo della nave». E c'è chi sottolinea come la nave ci metta ormai, con i nuovi limiti di velocità, un'ora e venti a percorrere il tratto lagunare tra la Marittima e la bocca di Lido e che è arrivata nel punto del «quasi incidente» dopo mezz'ora, un tempo congruo per il cambio meteorologico. Sotto accusa, nelle reazioni successive, c'è anche la stessa Capitaneria, cui spetta il via libera alle navi, anche se la procedura è un po' più farraginosa di quella, per esempio, degli aereoporti, dove c'è la torre di controllo. Quando la nave è pronta la Capitaneria dà l'ok a far salire i piloti del Porto e da allora si può partire. Il ministero delle Infrastrutture ha aperto un'inchiesta interna per capire se tutto abbia funzionato bene; anche il presidente dell'Autorità di sistema portuale Pino Musolino ha chiesto un chiarimento e oggi si terrà un vertice tra enti. Tra l'altro già nella serata di domenica circolava un audio della comunicazione tra la sala di controllo della Capitaneria, che proponeva un quarto rimorchiatore, oltre a consentire uno sforamento del limite di velocità per rendere più governabile la Costa. «Il vento è sceso, al momento tutto tranquillo - ha replicato però il comandante - Comunque manteniamo una velocità leggermente più alta per un governo migliore». In realtà non è ancora chiaro a quando risalga la comunicazione anche Costa sta facendo le verifiche ma pare successiva al momento critico e non precedente. Pare infine che il vento fosse superiore ai 30 nodi (con punte più che doppie), limite entro il quale il porto viene «chiuso» alle partenze. Anche ieri sera, verso le 21, su Venezia si è abbattuta una tempesta di vento e grandine, ma la Pullmantour Horizon si era già messa in moto: «L'episodio di ieri non è bastato - ha protestato Monica Sambo (Pd) - Mettono in pericolo i passeggeri e la città»
Corriere della Sera
9 Luglio 2019
Venezia.La procura: Pericolo di naufragio. Inchiesta sul via libera alla Deliziosa
AL
Alberto Zorzi
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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