Irruzione nei cantieri, attivisti denunciati dalla Digos. II consorzio Venezia Nuova: «Si è creata una situazione di pericolo» VENEZIA I no global bloccano i cantieri del Mose e scatenano le reazioni politiche delle istituzioni mandando su tutte le furie il sindaco Massimo Cacciari e il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan. Un'ottantina di attivisti dei centri sociali ieri mattina sono arrivati al molo Sud delle bocche di porto di San Nicolo e hanno costretto l'impresa Co. Ed. Mar ad interrompere i lavori. Capeggiati da Luca Ca-sarini e armati di bombolette spray, i no global hanno imbrattato di scritte i macchinali del cantiere e i gazebo mobili utilizzati come spogliatoi e come uffici. A dare l'allarme dopo aver messo in pausa forzata un decina di operai, il responsabile del cantiere. «Il Consorzio Venezia Nuova ha iniziato dei lavori a stralci su un progetto non ancora approvato hanno detto Tom-maso Cacciari e Michele Valentini, portavoce dei centri sociali Morion e Rivolta . Mentre il Comune sta valutando costi e impatto ambientale di altri sei progetti alternativi. Il Mose è solo un business», hanno accusato i No Global. Sul posto sono giunti polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, ma il presidio è terminato solo nella tarda mattinata dopo l'arrivo del questore di Venezia Pierfrancesco Galante che ha trattato direttamente con Luca Ca-sarini la fine della protesta. Ora molti dei no global che si sono resi protagonisti del blitz sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per sabotaggio. Secondo quanto riferito dal Consorzio Venezia Nuova sono stati registrati numerosi danni ai macchinali del cantiere e si è creata una situazione di pericolo per tutti coirò che sono entrati nel cantiere, compresi i cittadini e i bagnanti che incuriositi sono entrati nelle zone dei lavori dopo l'abbattimento delle reti metalli-che di protezione da parte dei no global. Tutto questo, però, a Casarini sembra non interessare. «Non solo rivendichiamo i danni ha detto il leader dei no global giustificandoli come legittimi ma annunciamo che continueremo in modo permanente questa nostra opera di sabotaggio di un'opera che rischia di devastare la laguna». Le reazioni non hanno tardato ad arrivare. A partire da quella del governatore del Veneto Giancarlo Galan. «Tutto come da copione è stato il suo commento . Prima i comandanti dell'esercito rosso danno ordini e direttive, subito dopo ecco in azione gli squadristi del fascismo rosso. Mi attendo una condanna precisa da Massimo Cacciari a livello etico. Se alle prossime elezioni politiche avesse la meglio lo schieramento di Prodi, dovremo attenderci sempre più aggressive forme di protesta come la violenza messa in atto nel Veneto?». Pronta la replica del sindaco di Venezia. «E' un atto gravissimo che condanno con fermezzaha detto Massimo Cacciati . Il danneggiamento delle attrezzature e dei macchinali non solo è un atto illegale, ma anche idiota e sconsiderato politicamente, perché allontana un dibattito serio e costruttivo sul Mose». Michele Zuin, deputato di Forza Italia, non ha perso tempo ed ha già preparato un'interrogazione urgente al ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu. Sotto accusa anche il comportamento delle forze dell'ordine. «Voglio capire cosa sta facendo il Governo per fermare queste continue azioni di devastazione dei centri sociali dice Zuin . Perché è stato concesso a duecento no global un tratto di spiaggia per mettere in piedi il Global-beach? Perché le forze dell'ordine non entrano in azione? Non c'è ordine pubblico se c'è devastazione». Parole di condanna anche da parte di Nereo Laroni, consigliere regionale del Nuovo Psi, che si dichiara indignato dall'episodio e dalle parole di Massimo Cacciari quando rileva che i costi derivanti dalla sospensione dei lavori del Mose e delle conseguenti penalità sarebbero inferiori a quelli dell'esecuzione delle opere. Raffaele Rosa Romina Varotto