Manifesto di Italia Nostra e Assise di Palazzo Marigliano: non sostenete la Lega finché non si blocca il piano NAPOLI. È quasi unanime il coro di no all'autonomia differenziata. Da Svimez agli atenei. Ieri si aggiunge il manifesto promosso da Guido Donatone, presidente di Italia Nostra e da Francesco Iannello, segretario generale delle Assise di Palazzo Marigliano. Sottoscritto da Aldo Masullo,Tomaso Montanari, Francesco Caglioti, Nicola Spinosa, Anna Falcone, Anna Imponente, Eugenio Mazzarella, Aldo De Chiara, Benedetto De Vivo, Ugo Carughi, Riccardo Rosi, Pasquale Belfiore, Maria Luisa Margiotta, Catello Pasinetti, Gianpaolo Leonetti, Marcello Lando, Pietro Soldi, Antonella Cilento, Raffaella Di Leo, Giovanna Mozzillo, Luigi De Falco, Renato Ruotolo, Lorenzo D'Albora, Fabio Marcelli, Giovanni Russo Spena, Nicola Capone, Totò Bellavista, Riccardo Mercurio, Pasquale Esposito, Alessandra Caputi, Anna Fava, Nando De Sanctis, Enrico Ferrante Donatone; Pino De Stasio, Gianmaria e Nora Valente, Giovanna Malquori, Serena D'Albora. «È sorta la nuova, drammatica "questione meridionale" scrivono : l'autonomia differenziata". Una legge, promossa dalla Lega, che il governo si appresta ad approvare. Un tentativo di disgregazione del paese che pone a serio rischio la stessa unità nazionale». Lanciamo l'allarme: indietro non si torna, «l'autonomia differenziata, richiesta dalle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna (ma tentano di inserirsi pure dei governatori meridionali per appropriarsi anch'essi di poteri dello Stato), costituisce una modifica strutturale peraltro irreversibile: il trasferimento alle Regioni di funzioni amministrative e poteri legislativi in diverse materie, come la tutela della salute, la produzione e la distribuzione dell'energia, l'ambiente, fino alla tutela dei beni culturali . Soprattutto prevede che le Regioni a più alto reddito trattengano gran parte delle tasse raccolte nel territorio sottraendole alla fiscalità nazionale, così creando italiani di serie A e di serie B. È quindi in pericolo la stessa Costituzione democratica». L'appello è di fermare il piano secessionista della Lega: «Bisogna bloccare questo micidiale progetto. Denunciare l'attacco alla Costituzione, all'unità e alla coesione del paese. Chiediamo pertanto a tutti gli italiani e soprattutto ai meridionali - di sospendere il loro sostegno alla Lega».