Diecimila fotografie dal 1924 al 1960 consultabili on line grazie al portale della Regione La storia della Breda si rivela al pubblico. Il racconto «per immagini» di una straordinaria avventura imprenditoriale che prende le mosse agli inizi del secolo scorso e si dipana fino ad oggi diviene disponibile per ricercatori e studiosi. Grazie ad un bando e a un finanziamento della Regione Lombardia il patrimonio fotografico della «Breda Meccanica Bresciana» è stato digitalizzato, catalogato e valorizzato al meglio. L'Associazione Museo della Melara, responsabile del patrimonio storico-archivistico di Leonardo Divisione Elettronica BU Sistemi di Difesa per le sedi della Spezia e di Brescia (ex Breda), ha infatti partecipato (con esito favorevole) al Bando Cultura 2018 dedicato alla Catalogazione del patrimonio culturale. Ad occuparsi del progetto è Alessandra Vesco, membro del Comitato tecnico-scientifico dell'Associazione Museo della Melara, una ONLUS che gestisce e salvaguarda i patrimoni storico-documentali della ex OTO Melara per le sedi della Spezia e di Brescia, dove sono conservati due Archivi Storici giudicati dalle Sovrintendenze come «beni di interesse storico particolarmente importante». «L'Archivio Storico della Breda spiega Alessandra Vesco conserva un prezioso Fondo fotografico di immagini storiche, tra negativi in vetro, stampe positive e album fotografici, per un totale di circa 10 mila pezzi datati dal 1924, anno di costruzione dello stabilimento, al 1960 circa. L'importanza di questo Fondo fotografico dipende in gran parte dal fatto che la Breda Meccanica Bresciana è stata una tra le imprese italiane che, fin dalle origini, ha utilizzato la macchina fotografica per documentare la propria attività produttiva. Sia che si trattasse di testimoniare particolari mutamenti degli impianti o di far conoscere i propri prodotti, sia che si trattasse di raccontare determinate cerimonie aziendali o visite ufficiali, l'azienda era solita registrare fedelmente con la macchina fotografica la dimensione universale della fabbrica». Ma non basta. «La conservazione di gran parte di questo materiale - aggiunge Vesco è stata garantita, nel corso degli anni, dalla sensibilità di lungimiranti amministratori». Il progetto ha previsto la digitalizzazione e la catalogazione di un nucleo di immagini e la pubblicazione delle stesse in SirBec: il Sistema Informativo dei Beni Culturali della Regione Lombardia. Quali sono i "vantaggi" di questa operazione? «Grazie a questo portale le immagini possono finalmente "uscire" dall'Archivio per presentarsi agli utenti, trasformandosi sottolinea ancora Alessandra Vesco in uno straordinario strumento di comunicazione e di dialogo capace di richiamare l'attenzione di un alto numero di fruitori: dagli appassionati cultori della materia, agli studenti fino ai semplici cittadini. Un patrimonio prezioso di dati e notizie sulla tradizione industriale, sulla competenza tecnica e sul contesto lavorativo, a disposizione di tutti. Il materiale sarà consultabile on line sul sito http:www.lombardiabeniculturali.it sezione dedicata alle Fotografie, dove bisogna cercare Brescia (BS) Archivio Storico Breda Meccanica Bresciana». Oggi che cosa è la ex Breda? «La vicenda imprenditoriale della Breda Meccanica Bresciana è legata a Leonardo S.p.a., uno dei maggiori operatori mondiali nell'industria dell'Aerospazio, Difesa e Sicurezza. La Breda Meccanica Bresciana, già confluita dagli anni '90 nella nota OTO Melara, attualmente fa parte della Divisione Elettronica come Business Unit Sistemi di Difesa di Leonardo». Prodotte per lo più da un medesimo autore, le immagini storiche danno l'impressione di una singolare omogeneità ed eleganza formale rispetto ai moduli correnti della fotografia d'impresa. Costituiscono una fonte preziosa per la ricerca storica e sociale, «raccontando» e «testimoniando» per immagini il sapere tecnico e scientifico, la storia del lavoro, la vita all'interno della fabbrica, le maestranze dalle alte competenze, i prodotti realizzati capaci di impattare sul mercato nazionale ed estero, le prove balistiche e i collaudi. «Offrono insomma conclude la curatrice uno spaccato visivo variegato e multiforme di un'azienda da sempre ad alto contenuto tecnologico, leader nel settore della Difesa».