Sulla testa del Faraone e sul suo misterioso passato si è accesa una disputa fra inglesi ed egiziani, che riporta in primo piano la questione della provenienza delle opere d'arte in circolazione sul mercato. Domani andrà all'asta da Christie's, a Londra, un preziosissimo busto in quarzo di Tutankhamon, valutato quattro milioni di sterline (quasi cinque milioni di euro): ma all'ultimo momento è intervenuto il governo del Cairo, che sostiene che la statua sia stata trafugata dal tempio di Karnak in Egitto. E dunque ha chiesto di bloccarne la vendita. Christie's afferma che la testa del Faraone era stata acquistata nel 1985 da un mercante d'arte tedesco, Heinz Herzer; precedentemente era stata nelle mani di un altro mercante, l'austriaco Joseph Messina, che l'avrebbe acquisita fra il 1973 e il 1974 dal principe Wilhelm von Thurn und Taxis. Nella cui collezione pare la statua si trovava fin dagli anni Sessanta. Ma qui le cose si complicano. Perché gli eredi del principe negano di averne mai saputo qualcosa: il figlio Viktor sostiene che sia improbabile che suo padre, che non era particolarmente ricco, fosse in possesso di un'opera d'arte così preziosa. E la nipote Daria aggiunge addirittura che suo zio non aveva particolare interesse per le opere d'arte o gli oggetti antichi. Non si spiegherebbe inoltre come mai il principe Wilhelm avesse continuato a condurre una vita modesta dopo aver venduto un oggetto di tale valore. La testa in quarzo, alta 28 centimetri, è vecchia di tremila anni: rappresenta il dio Amen, ma i suoi tratti sono senza dubbio quelli del faraone Tutankhamon, il più celebre sovrano dell'antico Egitto, che regnò fra il 1333 e il 1323 avanti Cristo e la cui tomba venne ritrovata intatta nel 1922 nella Valle dei Re. Proprietari L'opera sarebbe stata venduta nel 1973-74 dal principe Wilhelm von Thurn und Taxis Tutankhamon salì al trono giovanissimo, all'età di appena nove anni, ma il suo breve regno è considerato un'età dell'oro non solo in termini di influenza culturale ma anche per l'incomparabile bellezza dell'arte prodotta. E un esempio è proprio questa statua, che riproduce in maniera estremamente naturale le fattezze del giovane sovrano. E rappresentazioni simili del dio Amen con i tratti del Faraone erano state scolpite per il tempio di Karnak, nell'odierna Luxor. «È lì che questa scultura è stata rubata», sostiene l'ex ministro egiziano delle antichità, Zahi Hawass. «Non credo - ha aggiunto - che Christie's abbia le carte per dimostrare che abbia lasciato l'Egitto legalmente. È impossibile: Christie's non ha modo di provarlo e per questo andrebbe restituita all'Egitto». Ed è sulla base di queste convinzioni che Mostafa Waziri, capo del consiglio supremo egiziano per le antichità, ha cercato di bloccare l'asta. Ma Christie's non vuole sentire ragioni e tira dritto per la sua strada. «Gli oggetti antichi, per loro natura, non possono essere tracciati nel corso dei millenni ha spiegato Alexandra Deyzac , la communications manager della casa d'aste londinese . È di enorme importanza stabilire la proprietà recente e il diritto legale alla vendita: cose che noi chiaramente abbiamo fatto. Non offriremmo in vendita alcun oggetto rispetto al quale ci fossero preoccupazioni sulla proprietà. Quest'opera è stata ampiamente mostrata in pubblico e abbiamo avvertito l'ambasciata egiziana, che era al corrente dell'asta». Christie's ribadisce la versione secondo cui la statua faceva parte della collezione Thurn und Taxis a Vienna negli anni Sessanta: e promette di continuare le ricerche sulla sua precedente provenienza «come parte del nostro costante impegno a fornire un background il più ampio possibile». Ma domani probabilmente la testa del Faraone sparirà di nuovo fra le mani di qualche anonimo acquirente: e il mistero resterà insoluto.