Il parere sul terminal offshore a Chioggia: «Impatti rilevanti». I promotori: soddisfatti VENEZIA. C'è il problema della viabilità, con il progetto ritenuto «non sostenibile» con l'attuale situazione infrastrutturale, cioè con la Romea. C'è il «rilevante impatto paesaggistico», con quel viadotto di 2,3 chilometri sul mare e un'area di stoccaggio grande come il centro storico di Chioggia. E i possibili danni ad alcune attività cruciali per l'economia clodiense, come il turismo, la pesca, ma anche la diportistica. I promotori si dicono «soddisfatti», ma il documento di 35 pagine firmato dalla commissione Via mette in luce i problemi ben noti del piano di terminal offshore al largo di Chioggia. Un terminal particolare, perché Vgate, questo il nome del progetto, è in mare aperto, con fondali compatibili con i 16 metri di pescaggio delle mega-portacontainer da 16 mila Teu, off-limits in laguna; ma è collegato alla terraferma con un grande viadotto sia stradale che ferroviario, per caricare direttamente le merci su camion e treni, evitando la «rottura di carico» di navi più piccole. Un piano portato avanti dal presidente di Assoagenti Veneto Alessandro Santi con altri soci, pronti a investire oltre un miliardo, interamente in project financing , per uno scalo da 2 milioni di Teu, il triplo di quanto ospita ora il porto lagunare. I promotori, per evitare polemiche, hanno già presentato il progetto a Chioggia e lo hanno sottoposto allo «scoping », una sorta di pre-valutazione di impatto ambientale, il cui parere è stato pubblicato alcuni giorni fa. I membri della Via danno numerosi «consigli» in vista della Via vera e propria. Si chiede di approfondire l'inserimento del piano negli attuali strumenti urbanistici sia metropolitani che comunali, di assumere il parere della Capitaneria e di fare un protocollo d'intesa con l'Autorità di sistema portuale, di valutare meglio tutti gli aspetti ambientali, dall'inquinamento al rumore. Particolare l'attenzione sulla viabilità, sia ferroviaria (è necessario adeguare le attuali linee) che stradale. La Romea è carica ed è una delle strade più pericolose: la Via consiglierebbe di dare priorità alla nuova Romea commerciale, ma ammette i lavori in contemporanea in caso di «apporti dal mare» per la realizzazione dell'intervento. Si sottolinea poi l'impatto sulla linea dell'orizzonte del viadotto e la probabilità di trovare reperti archeologici sott'acqua. «Stiamo valutando il parere, ma siamo soddisfatti per l'esito dell'istruttoria - dicono da Vgate - Continueremo il confronto con tutti i soggetti pubblici e privati per approfondire i temi sollevati».