Bonisoli vuole la nuova loggia degli Uffizi, ma ancora nessuna chiamata all'archistar Nessun contatto: dopo l'incontro tra il ministro Alberto Bonisoli e il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, in cui i due hanno parlato di come affrontare e realizzare la Loggia di Isozaki, il responsabile italiano dell'architetto giapponese Andrea Maffei conferma che non ci sono stati, ancora, atti ufficiali o contatti formali per far ripartire la realizzazione della Loggia. Un progetto realizzato per il bando internazionale del 1998, vinto da Isozaki, da allora messo in naftalina. Ma il tempo passa, e il fascicolo è stato ripreso in mano dal ministro e da Schmidt. Basta guardare la pagina di Wikipedia dedicata all'opera per capire come mai: quella è la «New exit for the Uffizi Gallery», la nuova uscita degli Uffizi, quando saranno completati i lavori. Ergo: inutile aver speso centinaia di milioni di euro per aumentare la capienza, la capacità espositiva e la funzionalità del principale museo italiano, se quando si arriva all'uscita, non si può uscire (o uscire in modo funzionale). Ma i problemi restano. Il nodo principale è che il progetto va rivisto: il sindaco Dario Nardella ha chiesto un «adeguamento», per renderlo ancora più funzionale, dato che sono passati 20 anni. E di questo ne ha parlato, nei mesi scorsi con Bonisoli. Ma anche se non venisse toccato, il progetto deve essere adeguato alle normative antisismiche: E qui, nasce l'impasse. Ogni atto formale di richiesta di adeguamento del progetto, ora «sospeso», in un limbo comunque pericoloso dal punto di vista di contenziosi, è un impegno legale nei confronti dell'architetto giapponese. Da quella lettera, formale, inizierebbero a contarsi i giorni per la realizzazione. E dato che si tratta di un'opera dal valore di 15 milioni di euro, le penali in caso di mancata realizzazione sarebbero proporzionalmente importanti. Dopo 20 anni, c'è chi sostiene al ministero potrebbero arrivare proprio a quella cifra. Una soluzione però va trovata: sia Bonisoli che Schmidt sono favorevoli alla realizzazione, sanno che è necessario cominciare a lavorare perché l'orologio sta continuando a girare. Tra tre anni e mezzo, è convinto il direttore degli Uffizi, i lavori sul museo potrebbero essere completati. Ergo, occorre partire per avere anche l'uscita pronta, altrimenti non si potranno aprire i nuovi percorsi. Una corsa contro il tempo.
Corriere della Sera
28 Giugno 2019
Uffizi. Progetto da adeguare e Isozaki aspetta...
MA
Marco Ferri
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
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