Mariarita Signorini Presidente Nazionale Italia Nostra Leonardo Rombai Presidente Italia Nostra Firenze Dopo l'appello degli architetti. Caro direttore, Italia Nostra non ha mai inteso rimproverare il Corriere Fiorentino ma rispondere alle tesi cui il giornale ha dato spazio e così garantire il pluralismo dell'informazione. Ci rassicura che la sua testata abbia infatti correttamente pubblicato la lettera anche se, comprensibilmente, non sottoscriviamo alcuni suoi commenti. La questione che viene dibattuta in questi giorni con tanto accanimento nasce da lontano ed esattamente da alcune sentenze. Come scrive lo stesso Comune di Firenze nella sua relazione di accompagnamento alla Variante, nel 2017 vennero notificate ai comuni del circondario (non solo al capoluogo) due sentenze del Consiglio di Stato e della Cassazione intervenute nel 2014-2016, che tassativamente imponevano di considerare «Ristrutturazione edilizia» qualsiasi opera di accorpamento, di frazionamento e di cambio d'uso anche se singoli. Per una forma strana di amnesia collettiva tutti sembrano adesso essersi dimenticati che il Prg previgente vietava la ristrutturazione edilizia nell'edificato storico e monumentale, sicché questa situazione di caos non è stata determinata dall'ultima sentenza del Consiglio di Stato su ricorso di Italia Nostra ma da una serie di dispositivi che hanno portato alla tanto discussa Variante dell'articolo 13. Italia Nostra non vuole sfuggire alle proprie responsabilità ma, anzi, aprire un salutare confronto per capire cosa si vuole consentire o meno nel centro storico di Firenze per ottenere una maggiore residenzialità e vivibilità per i cittadini fiorentini, costretti a vivere in una città che sta subendo profondi mutamenti dettati dal turismo di massa e dalla rendita fondiaria. Italia Nostra si augura che anche Lei, direttore, abbia a cuore i residenti del centro storico e si stia domandando se lo strumento urbanistico approvato in variante sia efficace per contrastare il processo incontrollato di terziarizzazione e al contempo salvaguardare l'integrità sociale e non soltanto esteriore della città storica. La nostra associazione, dopo attenta analisi, è convinta che la variante non sia adeguata allo scopo. Per fortuna tutto è perfettibile, anche un articolo di un regolamento edilizio. E infatti, prima di fare ricorso alla magistratura, Italia Nostra ha cercato un confronto con l'Amministrazione inviando osservazioni migliorative ma queste, come in tante altre occasioni, sono state del tutto ignorate. Insieme ad alcuni esponenti di spicco del mondo accademico e dell'Ordine degli Architetti, ha sottolineato le ambiguità che potrebbero favorire lo stravolgimento del centro storico di Firenze e queste obiezioni sono state accolte in via cautelativa dal Consiglio di Stato. Non si capisce perché non si possa perfezionare la variante, chiarendo i punti critici, ripristinando e aggiornando quella classificazione per immobile o per spazio, che era stata utilizzata eo iniziata in passato ed erroneamente non completata. Questa introdurrebbe una semplificazione gestionale auspicabile per tutti e sbloccherebbe rapidamente ed efficacemente una situazione generata, in prima istanza, non da «ambientalisti fanatici o populisti» ma da un'amministrazione distratta e poco attenta a rigorosi criteri di tutela del centro storico. La chiarezza garantisce tutti: residenti, investitori, operatori del settore edilizio e amministratori. Italia Nostra aderisce all'invito della presidente Serena Biancalani alla concretezza e responsabilità e conferma fin d'ora la propria partecipazione all'incontro che verrà organizzato dall'Ordine degli Architetti di Firenze.