A tutela della collina della Mista- Tutela della collina della Mista: avviato un percorso tecnico in grado di mimetizzare l'impatto ambientale costituito da un impianto di frantumazione della pietra, in esercizio sin dal 1975. E' questo in sintesi il risultato della conferenza di servizi che s'è tenuta nella mattinata di ieri a palazzo San Domenico. Previsto un sopralluogo congiunto tra la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Ragusa, l'ufficio tecnico comunale e i tecnici della società Sefam, titolare dell'area nella quale sulla collina insiste il frantoio della pietra. Successivamente verrà costituito un tavolo tecnico composto dal Comune di Modica, dalla Soprintendenza e dall'azienda con la partecipazione come uditore del comitato «Via Loreto-Gallinara». Si punta a progettare appunto la mimetizzazione dell'area della Mista sottoposta a coltivazione al fine di eliminare l'impatto ambientale nel contesto dello splendido scenario barocco del centro storico della città. La conferenza di servizi ha quindi fissato dei punti ben precisi d'intervento cercando di recuperare l'immagine del sito. La conferenza di servizio è stata presieduta dal sindaco Piero Torchi. Vi hanno preso parte la Soprintendenza di Ragusa (la soprintendente Beatrice Basile assieme all'architetto Calogero Rizzuto), il titolare della Sefam, l'azienda che detiene l'area oggetto della coltivazione, rappresentata dal titolare, Carmelo Frasca, i rappresentanti del comitato «Via Loreto Gallinara», Salvatore Rando e Ignazio Abbate, il capogruppo consiliare di Alleanza Nazionale, Giorgio Stracquadanio, il consigliere comunale di Forza Italia, Luigi Carpenzano, il dirigente del 10 settore del Comune, Pina Nero e il responsabile dell'ufficio urbanistico, Sandro Modica. Come ha fatto rilevare il sindaco alla base di questo risultato si è pervenuti avendo accertato che alla Mista non esiste pericolo alcuno ma che sussiste in tutti la necessità di salvaguardare l'ambiente oggetto della coltivazione. S'è anche tenuto conto dei notevoli costi per il trasferimento dei macchinari aziendali, ma anche della tutela occupazionale delle maestranze (32 unità). Da qui quindi la decisione d'intervenire in loco attraverso un intervento di carattere tecnico, al fine di mimetizzare lo sbancamento dell'area e quindi recuperare l'impatto d'immagine, che è alla base del problema. Un ruolo importante in questa vicenda è stato anche quello dell'accertamento che non ci sono nella zona interessata dei siti archeologici e di qualsiasi attività di escavazione nè di forme assimilabili a cave. La Soprintendenza inoltre aveva già in precedenza espresso il suo parere «circa l'incompatibilità della persistenza dell'impianto con i valori paesaggistici dell'area» non sottovalutando «aspetti relativi alla sicurezza per la presenza della considerevole quantità di materiale sciolto precariamente accumulato in un pendio sovrastante un'area abitata».
SICILIA: Al Comune di Modica la conferenza per avviare un percorso tecnico sull'impatto ambientale
La conferenza di servizi si è tenuta a Modica per discutere della tutela della collina della Mista, dove si trova un impianto di frantumazione della pietra in esercizio dal 1975. Il percorso tecnico avviato ha lo scopo di mimetizzare l'impatto ambientale costituito da questo impianto. La conferenza ha fissato dei punti d'intervento per recuperare l'immagine del sito e ha previsto un sopralluogo congiunto tra la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Ragusa, l'ufficio tecnico comunale e i tecnici della società Sefam.
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