Cecilia Del Re assessore all'Urbanistica e all'Ambiente prof. Alberto Di Cintio coordinatore scientifico dell'unità di ricerca Paesaggio, Patrimonio culturale del Dipartimento di Architettura dell'università di Firenze Caro direttore, ho letto con interesse la lettera della presidente dell'Ordine degli Architetti, Serena Biancalani, pubblicata venerdì scorso sul Corriere Fiorentino . Il mio apprezzamento riguarda non solo le parole espresse, ma anche la proposta che era stata già lanciata e condivisa durante il tavolo con la Consulta delle professioni di un dibattito pubblico e condiviso tra vari attori presenti in città non solo per affrontare ancora il tema della sospensione dell'ultima variante al regolamento urbanistico a seguito del ricorso di Italia Nostra, ma anche e soprattutto per dare il via al percorso che porterà all'approvazione del nuovo Regolamento Urbanistico. Siamo infatti vicini infatti alla scadenza dell'attuale strumento normativo e quindi alla vigilia di un percorso partecipato per definire le nuove linee di governo del territorio e di sviluppo della città. L'iniziativa in questione sarà dunque una iniziativa utile ad avviare un primo confronto collettivo con molti protagonisti della città, con l'obiettivo come bene afferma anche la presidente Biancalani nella lettera citata di compiere scelte, facendo «prevalere ragionamenti basati su considerazioni scientifiche e regole democraticamente condivise». Occorre allora trovare un dialogo, che porti nel rispetto di posizioni che possono essere diverse tutti a camminare nell'interesse della città, consapevoli, portando le discussioni nei luoghi deputati al confronto, come in seno al Consiglio comunale che proprio venerdì scorso si è insediato, e il più possibile fuori dalle aule dei tribunali. L'incontro sarà anche l'occasione per chiarire un nodo fondamentale nella discussione di questi giorni: non ci sono soggetti che da soli detengono o che da soli possono detenere il compito di tutelare il nostro patrimonio e il centro storico. La tutela dell'identità della nostra città è tra l'altro sempre stata una priorità di questa Amministrazione: basti pensare alle battaglie portate avanti, ad esempio, con il regolamento Unesco e con il regolamento per la tutela delle botteghe storiche, che per primi in tutta Italia abbiamo promosso per reagire ad alcune normative nazionali che stavano depauperando le nostre città da un patrimonio immateriale che da sempre connota il volto dei nostri centri storici. Sono forse maturi i tempi per far crescere insieme una coscienza condivisa su quali siano gli interessi da tutelare anche all'interno di una città che cambia e cresce, coniugando la salvaguardia del patrimonio che abbiamo ereditato con la necessità di far vivere oggi spazi, luoghi ed edifici aprendoli ai cittadini con operazioni importanti come quella in corso alla Manifattura Tabacchi. D'altronde, anche la tutela del patrimonio edilizio è stata un punto centrale per l'Amministrazione, al pari della rigenerazione degli spazi urbani dentro un piano strutturale a volumi zero. A questo proposito, nel disegno della città dei prossimi cinque anni, è significativo aver tenuto insieme le deleghe all'urbanistica e all'ambiente: vogliamo una città sempre più verde e con sempre maggiori spazi vivibili a disposizione di tutti noi. L'auspicio e lo spirito con cui in questo momento di difficoltà da un punto di vista urbanistico prende avvio questa consiliatura deve essere dunque quello della condivisione (e della responsabilità): parliamone insieme, a partire dalla prossima iniziativa, e in questa sfida la «nostra Firenze» faccia ancora da apripista nella «nostra Italia». Ora servono risposte Cecilia Del Re Gentile direttore , in primis un plauso per lo spazio che il suo giornale sta dedicando alla vicenda della variante al Regolamento Urbanistico per l'aggiornamento della definizione del limite di intervento da applicare al patrimonio edilizio esistente di interesse storico-architettonico. Anche l'Unità di ricerca Paesaggio, Patrimonio culturale, Progetto del Dipartimento di Architettura dell'Università di Firenze aveva a suo tempo presentato osservazione alla variante, ma purtroppo non venne accolta da parte del Comune. Ci permettiamo allora di osservare, sia pur con molta umiltà, che se l'Amministrazione fosse stata più attenta ed accorta e magari avesse ascoltato le osservazioni critiche ma propositive che furono sollevate, questa delicatissima materia non si troverebbe oggi in una situazione amministrativa, istituzionale e anche culturale di gravissimo impasse. In particolare infatti, avevamo posto la necessità in primis di valutare con la massima attenzione le ricadute e l'impatto che si potrebbe avere sul corpus edilizio patrimoniale della città, non prima di avere monitorato il progressivo degrado urbanistico nel quale sta scivolando il centro storico. Ovvero ravvisiamo che l'Amministrazione debba innanzi tutto fornire una risposta articolata e complessiva, non tanto ai soggetti interessati al cambiamento quanto piuttosto alla collettività, unica depositaria dei valori culturali, storico-architettonici e documentali della città, ovvero che occorra lavorare per trovare le più idonee soluzioni, partendo dall'esigenza irrinunciabile di trovare sempre le migliori condizioni operative. Rinnoviamo la richiesta di una risposta fatta di strategie e non solo di norme, e che quindi venga attuata un'attenta analisi preventiva del compendio urbano storico della città in tutti i suoi aspetti materici e ambientali, non solo costruttivi e tipologici, per garantire, insieme ad un'efficace salvaguardia dei valori culturali, quegli obiettivi strategici di funzionalità che si richiedono nei processi di rigenerazione del patrimonio edilizio. Per realizzare questi obiettivi proponiamo che si proceda preventivamente da parte dell'Amministrazione comunale alla perimetrazione delle aree d'intervento, eventualmente da sottoporre a distinti piani attuativi. Alberto Di Cintio
Corriere della Sera
23 Giugno 2019
Dopo l'appello degli architetti, sì al dibattito pubblico sul blocco dell'edilizia e la tutela del centro
CE
Cecilia Del Re
Corriere della Sera
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