Grandi manovre verso le elezioni comunali del 2006. L'accordo appare ormai scontato Intervista all'ex soprintendente che la Quercia vuole capolista «Sicuramente bisogna lavorare sulle periferie, non solo in centro. Bisogna innescare dei meccanismi che permettano all'amministrazione di recuperare finanziamenti per migliorare alcune zone, generare delle trasformazioni». L'ex sovrintendente Adriano La Regina si dice «lusingato» dalla proposta che gli è arrivata dai Democratici di sinistra di essere il capolista alle prossime elezioni comunali. Non c'è ancora l'ufficialità, come lui stesso ribadisce, ma la sua risposta è chiara: «Sì». E, pur parlando al condizionale e mai al futuro, La Regina spiega anche che continuerebbe ad occuparsi della tutela del patrimonio storico-artistico della città. Non solamente del centro storico: «Al contrario, io non solo ho una visione unitaria della città, ma credo anche che il futuro delle grandi metropoli si giochi soprattutto lì, nelle periferie». Sulla sua decisione, ha pesato moltissimo «la possibilità di continuare a collabo-rare con Veltroni, con il quale lavoro da anni, già da quando lui era ministro dei Beni culturali». L'ex soprintendente potrebbe diventare capolista alle Comunali 2006: «Importante collaborare con Veltroni» «La mia ricetta? Pensiamo alle periferìe» La Regina parla già da politico, «lusingato dalla proposta dei Ds» Per tutta l'intervista usa il condizionale e rifiuta il futuro. Al tempo stesso, però, l'ex sovrintendente Adriano La Regina parla in un modo esatto, da politico. Analizzai guai di Roma, quelli del centro e della periferia, e ne abbozzai rimedi. Conferma l'offerta ricevuta dai Democratici di sinistra. E di più: accetta. «Ne sarei lusingato». A questo punto dopo quasi ventinove anni alla sovrintendenza archeologica sembra molto probabile che proprio il suo nome sarà in cima alla lista Ds alle prossime elezioni comunali. La Regina, allora è ufficiale? «No, non ancora. E credo sia giusto aspettare che il partito formalizzi la proposta». Però, ufficiosamente, i Ds sarebbero lusingati dall'averla. «Sarei io ad essere lusingato. Sarebbe anche un modo per ripagare Roma dopo tanti anni nei quali non mi è mai mancato, anche nei momenti difficili, il sostegno dei cittadini». Né quello di Veltroni, a dirla tutta. «Non c'è dubbio, collaborare con lui è uno dei motivi che mi hanno convinto» Anche perché si tratta di un'intesa che ha radici antiche. «Sì, non c'è dubbio, ho avuto modo di apprezzarlo non solo da sindaco ma anche da ministro dei Beni culturali. Ma c'è dell'altro». Prego. «Ho apprezzato molto il lavoro di questa amministrazione, pur non negando che i problemi necessitano di soluzioni non immediate. Però credo che quanto fatto fin qui abbia dato dei risultati visibili a tutti, importanti. E ho molta fiducia anche nel secondo mandato». Anche perché in Consiglio comunale, salvo sorprese, ci sarebbe un certo Adriano La Regina. «Non precorriamo i tempi. Come ho già detto credo sia giusto aspettare». Ma avrà pensato a cosa bisognerebbe fare per la città, in caso di elezione. Avrà un progetto, una speranza, una priorità. «Sì, certo. È evidente che manterrei il mio settore, la difesa e il potenziamento del patrimonio culturale. Quindi il centro storico, ma io ho una visione unitaria della città, quindi non solo il centro». Cos'altro? «Io credo che, in politica, sia necessario muoversi rischiando anche delle critiche. Non bisogna sempre inseguire la popolarità». A cosa si riferisce? «Faccio un esempio: la legge urbanistica della fine degli anni Sessanta che tutela le zone ad alto valore storico, ne permette la valorizzio-ne, il recupero e il restauro. Anche grazie ai privati. Quando fu promulgata, si disse che avrebbe rovinato ogni centro storico d'Italia, che avrebbe impoverito il Paese. E invece è stata una legge sacrosanta, che ha portato moltissimi benefici». E oggi cosa si potrebbe fare? «Sicuramente bisogna lavorare sulle periferie, non solo in centro. Bisogna innescare dei meccanismi che permettano all'amministrazione di recuperare finanziamenti per migliorare alcune zone, generare delle trasformazioni». Sbaglia, dunque, chi crede che lei si occuperà esclusivamente del centro storico. «Al contrario, io non solo, come detto, ho una visione unitaria della città, ma credo anche che il futuro delle grandi metropoli si giochi soprattutto lì, in periferia». Quando crede che diventerà ufficiale la proposta dei Ds? «Non lo so, davvero». Una questione di tempo, in ogni caso. Perché la sua risposta, oggi, è chiara.
COMUNALI PER ROMA 2006: La Regina: Lusingato dall'offerta Ds
L'ex soprintendente Adriano La Regina è stato intervistato dai Democratici di sinistra, che gli hanno proposto di diventare capolista alle prossime elezioni comunali. La Regina, che ha lavorato con il ministro dei Beni culturali Veltroni, ha espresso la sua disponibilità a partecipare alle elezioni, ma ha anche sottolineato l'importanza di lavorare sulle periferie della città, non solo nel centro storico. La Regina ha anche confermato di voler continuare a lavorare sulla tutela del patrimonio storico-artistico della città, e ha sottolineato l'importanza di collaborare con Veltroni.
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