Serena Biancalani dell'Ordine degli Architetti di Firenze Caro direttore, abbiamo letto la missiva che Italia Nostra vi ha inviato e che avete pubblicato il 19 giugno con senso di responsabilità e dovere di informazione. Non possiamo esimerci dal replicare ad alcuni passaggi del testo firmato congiuntamente dalla presidente nazionale e dal presidente locale dell'associazione, che di fatto cercano strumentalmente di sollevare dalle proprie responsabilità le conseguenze del loro operato. Certe argomentazioni, seppur legittime, purtroppo hanno il sapore del populismo che fa uso di alcune parziali verità, quelle che fanno comodo per raccogliere il consenso. Quando Italia Nostra per motivare il proprio agire di sorveglianza su Firenze ne sottolinea la valenza di patrimonio mondiale, si dimentica che la sua azione sulla sospensiva ha interessato un perimetro che va ben oltre l'area Unesco, spingendosi fino a Bellariva, Gavinana, Coverciano, Statuto? Un'associazione così importante e con elevata capacità operativa ed intellettuale avrà sicuramente valutato tali effetti, che sono la diretta conseguenza di come vengono esposti i temi all'attenzione del magistrato. Nasce dunque una questione morale su come vengono condotte le proprie legittime battaglie i cui effetti si misurano poi sul tessuto culturale, sociale ed economico e sulla quale converrà che si rifletta. Altra questione non meno importante è il continuo e sistematico attacco alle categorie professionali, dividendo con sconcertante pressappochismo fra conservatori e picconatori, autoproclamandosi moralizzatori e offendendo in particolar modo la categoria degli architetti professionisti, il cui codice deontologico si basa proprio sul rispetto dell'articolo 9 della Costituzione. Ed è proprio sui valori da tutti riconosciuti della Costituzione, e in particolare dell'art.9, che intendiamo dar vita a un dibattito scientifico pubblico, affrontando le varie declinazioni culturali prima e normative poi, perché riteniamo utile aprirci al confronto anziché soccombere alla divisiva faziosità. L'Ordine degli Architetti di Firenze fa appello dunque a tutti gli enti che sono coinvolti nel dibattito, Regione, Comune, Università, Accademia delle Arti e del Disegno, Inu Toscana, Unesco, Italia Nostra, affinché partecipino all'evento che stiamo organizzando con l'intento di far prevalere ragionamenti basati su considerazioni scientifiche e regole democraticamente condivise possibilmente fuori dalle aule di tribunale.