Gli assessori Piscopo e Clemente sulla disposizione della «calza»: «È solo una messa in sicurezza» Buono: «L'ente però valuti se è meritevole il progetto Leukos» NAPOLI. Il Comune di Napoli, con qualche giorno di ritardo, si ricorda di annunciare con una nota che «nei giorni scorsi, la Galleria Principe di Napoli è stata riaperta alla fruizione di cittadini e turisti, grazie all'intervento, coordinato e promosso dal Comune di Napoli, dall'assessorato ai Giovani e al Patrimonio in collaborazione con la Soprintendenza di Napoli, con il Servizio Tecnico Patrimonio del Comune e con la Napoli Servizi». Bene. Meglio tardi che mai. Dunque, la Galleria Principe ha riaperto rivelandosi, certo, in tutta la sua bellezza, ma interamente «imbracata» da una calza necessaria, chiaro, per la messa in sicurezza. Una decisione che ha immediatamente scatenato la polemica, perché per la Principe, negli anni, sono diverse le idee per un rilancio del monumento che si sono alternate. Mentre il 4 febbraio scorso, il Consorzio «Leukos» ha depositato al Comune di Napoli un project financing per ristrutturare e rilanciare la Principe, chiamarla Galleria «Principe Totò» sul genere della Galleria Sordi di Roma, da fare con investimenti privati (8 milioni). Il Comune, però, a quanto pare ha preferito altre strade, intanto partendo dalla sacrosanta messa in sicurezza. «L'intervento è consistito nei lavori di messa in sicurezza che hanno riguardato la preliminare spicconatura di tutti gli intonaci e delle cornici e la successiva posa in opera di reti di anticaduta in nylon ad alta tenacità sugli intonaci delle pareti per una spesa finanziata dall'amministrazione comunale di circa 60.000 euro», hanno spiegato in una nota gli assessori Clemente e Piscopo. «La riapertura della Galleria Principe hanno rimarcato è il primo step di un intervento più complessivo di restauro, che l'Amministrazione de Magistris sta portando avanti per un importo di circa 10 milioni di euro nell'ambito del Contratto Interistituzionale di Sviluppo». Ed ancora: «Si tratta di un intervento strategico che valorizzerà la Galleria quale nuovo polo culturale e delle arti, in connessione con il Museo Archeologico Nazionale, l'Accademia di Belle Arti e il Conservatorio di San Pietro a Majella». Ovviamente, in questi casi c'è sempre chi si chiede se non fosse il caso di fare un project financing, sfruttando investimenti privati, magari destinando alla collettività i fondi di cui parla il Comune. Ma poco importa. Purché la Galleria si faccia, venga rilanciata e non finisca nell'abbandono e degrado in cui era stata ridotta, tutto va bene. Sul tema anticipato dal Corriere del Mezzogiorno sono intervenuti in tanti: «Siamo felici della riapertura della Galleria Principe di Napoli. Da tempo chiedevamo che avvenisse. Ora finalmente la galleria è stata restituita alla città» affermano il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Borrelli, e il consigliere comunale del Sole che Ride, Marco Gaudini. Che però puntualizzano: «È ovvio che questa soluzione non può non avere carattere momentaneo. Come annunciato dall'amministrazione è necessario procedere con una vera e propria riqualificazione che permetta di eliminare le criticità strutturali che interessano la galleria. E bisogna intervenire anche sul decoro del colonnato su cui affaccia l'apertura lato piazza Museo». «Il colonnato aggiunge invece il rappresentante dei commercianti dell'area, Nando Cirella è preda del degrado durante le ore notturne a causa della presenza di persone che si accampano, espletano i propri bisogni o consumano cibi, proprio di fronte l'ingresso del Museo archeologico nazionale. Per queste persone vanno trovate soluzioni diverse. Non è accettabile che si permetta a chiunque di ridurre ad un suk un'area che, ogni giorno, è attraversata da migliaia di turisti e napoletani». Mentre Stefano Buono, capogruppo dei Verdi al Comune di Napoli, interviene sul progetto presentato da Leukos. «Visto lo stato di predissesto in cui versa il Comune di Napoli ritengo che l'amministrazione debba guardare con grande interesse agli investimenti privati, e quindi valutare celermente questa proposta per capire se è meritevole nell'interesse della città». Insomma, se il Comune di Napoli immagina che in tempi ragionevoli il rilancio della Galleria Principe possa avvenire, bene. Ma se si tratta solo di annunci, come tanti ce ne sono stati finora, allora meglio che si faccia da parte.
Corriere della Sera
21 Giugno 2019
Napoli. Galleria Principe, rilancio del Comune: abbiamo un progetto da 10 milioni
PA
Paolo Cuozzo
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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