L'ANNO scolastico 20052006, che sta per cominciare, sarà l'anno del patrimonio culturale italiano? In un Paese come l'Italia, tra i più ricchi di testimonianze artistiche, la cosa sarebbe auspicabile e, in tal senso, un'interessante iniziativa È già stata avviata fin dal luglio scorso. Nell'ambito di accordi tra i ministeri dell'Istruzione e dei Beni culturali e ambientali con l'associazione nazionale degli insegnanti di Storia dell'Arte (Anisa) in atto già da qualche anno, è stata, infatti, organizzata una competizione a carattere nazionale denominata "Olimpiadi del Patrimonio 2006", che è destinata agli studenti delle scuole secondarie superiori. Si vuole, come primo obiettivo, stimolare i ragazzi verso la consapevolezza di quanto l'Italia di oggi possiede in virtù del proprio passato: la conservazione, la tutela, la giusta valorizzazione passano per tale atteggiamento, che non è automatico, come invece si potrebbe credere con alquanta superficialità. Accade facilmente di incontrare stranieri che ne sanno più di noi, riguardo alla nostra storia ed ai nostri monumenti: d'altro canto, le entrate per il turismo nel nostro territorio sono legate in grande percentuale ad un'eredità culturale, che raccogliamo senza particolare merito. Entrando, poi, nello specifico delle materie storico-artistiche, si tende sia ad accrescere la conoscenza dei linguaggi e delle tecniche pittoriche e costruttive, sia a far apprendere la compilazione di schede o la produzione di materiale illustrativo su singole opere d'arte, anche utilizzando le nuove tecnologie digitali. Da ottobre in poi verranno meglio specificati gli argomenti sui quali gli alunni sono chiamati a lavori personali o di gruppo: per ora, è indicato genericamente che il biennio sarà indirizzato verso l'archeologia e l'arte medievale, mentre il triennio spazierà dal Rinascimento al Novecento. Entro la fine di marzo si esaurirà la fase d'istituto per passare a quella regionale (il 21 aprile), che si svolgerà in un'unica sede per ciascuna regione, ed infine alla fase nazionale, che avrà luogo a Roma, dove il 22 maggio 2006 confluiranno i primi classificati a livello regionale. Ci sarà, quindi, una manifestazione di chiusura, con le premiazioni. Si sa fin d'ora che le prove per le prime due fasi consisteranno in una serie di domande a risposta multipla (e la cosa non ci affascina) e in quesiti aperti (che vanno già meglio), per verificare la conoscenza di opere o di monumenti presenti nel territorio regionale di appartenenza. Mentre lodiamo l'iniziativa nel suo complesso, su tale ultimo aspetto esprimiamo qualche perplessità: ci piacerebbe, infatti, che tutti i ragazzi frequentanti gli istituti scolastici italiani, statali o meno, si abituassero a riconoscere e ad apprezzare la grande varietà di quanto esiste nell'intero territorio italiano, indipendentemente dal loro luogo di nascita o di frequenza scolastica. Tra l'altro, una peculiarità dei nostri beni culturali e ambientali è proprio quella delle montagne e del mare, delle coste sabbiose ma anche alte e frastagliate, dei boschi e delle pinete, delle pianure coltivate come dei castelli medievali e delle necropoli etrusche, delle strade e degli acquedotti romani, delle ville rinascimentali e barocche, delle cattedrali cristiane d'ogni stile ed epoca, dei templi greci e delle torri saracene... Per essere ancora più chiari, non riusciremmo ad immaginare come vincitore di una manifestazione così apprezzabile un alunno che avesse dimostrato di conoscere a fondo e di saper descrivere e rappresentare con maestria il Colosseo o piazza San Marco a Venezia, o i trulli di Alberobello, ma non possedesse la minima notizia del Duomo di Monreale, del castello sforzesco di Milano e della Galleria degli Uffizi.