Inaugurata ieri da Mattarella e Bonisoli la mostra «Lessico»: volti e storie del Paese Per il Vittoriano un futuro solo da museo e da museo autonomo, con un suo comitato scientifico dedicato al tema dell'identità italiana. Tutto con ingresso gratuito. È quanto annunciato ieri dal ministro Alberto Bonisoli inaugurando quella che è la prima tappa di questo «nuovo percorso di valorizzazione» del monumento, patria di marmo botticino progettata da Giuseppe Sacconi e intitolata al re Vittorio Emanuele II. Si tratta della mostra, visitata ieri mattina in anteprima dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal titolo Lessico italiano, volti e storie del nostro Paese. Una raccolta multidisciplinare di simboli nazionali, divisa per sezioni, che va dall'arte contemporanea (Mimmo Paladino, una scultura raffigurante Dante Alighieri di Luigi Ontani, opere di Carla Accardi, Mario Schifano, Alighiero Boetti, Giuseppe Uncini..) all toga che fu di Rocco Chinnici magistrato antimafia ucciso in un attentato a Palermo il 29 luglio 1983 fino alla tuta indossata dall'astronauta Samantha Cristoforetti. Un percorso che permette al visitatore di osservare anche alcune aree ipogee del monumento, per la cui costruzione durata oltre vent'anni, dal 1885 all'inaugurazione ufficiale nel 1911 per il Cinquantenario dell'Unità fu rasa al suolo una intera collina con un quartiere medievale-rinascimentale. Una stratificazione che oggi, dall'opus reticolato d'età romana, arriva ad accogliere l'edizione «Quarantana» dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, video dell'Istituto Luce, una cinquecentina di Francesco Petrarca per i tipi di Aldo Manuzio, un vecchio televisore Phonola degli anni Cinquanta, un esemplare della scheda di votazione per il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e numerosi altri oggetti «identitari» compresi alcuni simboli di corpi militari e forze dell'ordine. Un progetto, quello del «nuovo Vittoriano», che ha coinvolto tutte le istituzioni interessate, e che prevede, secondo quanto spiegato da Edith Gabrielli, direttrice del Polo museale del Lazio, «un nuovo «percorso organico e unitario che renda il monumento un luogo che ogni italiano almeno una volta nella vita deve visitare». In dotazione, «tutti gli strumenti di comunicazione necessari, dai pannelli analogici a quelli più sofisticati per le nuove generazioni, con una app appositamente sviluppata con cui attraversarlo tutto oppure seguire percorsi tematici come Arte e architettura, Forze armate o Risorgimento. Più un nuovo sito web». Crescono gli spazi espositivi, con le nuove Gallerie dell'Unità (già Gallerie Sacconi) e della Costituzione (già Sala Zanardelli) per le mostre stabili e le Gallerie delle arti e delle scienze (Ala Brasini) per quelle temporanee.