«Siamo venuti a conoscenza della possibilità che la situazione della Galleria dell'Accademia di Firenze muti in maniera radicale. Possiamo supporre che la riforma precedente (quella dell'ex ministro Franceschini, ndr ) necessiti di correzioni e migliorie, tuttavia riteniamo che ogni intervento dovrebbe essere guidato da una volontà di continuazione». L'associazione degli Amici della Galleria dell'Accademia di Firenze, ieri, ha inviato una lettera aperta al ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, dopo le notizie circa una bozza di riforma dei musei statali che toglierebbe l'autonomia, tra gli altri, al «museo del David». «Da sostenitori di questo importante museo scrive l'associazione e delle sue collezioni, abbiamo imparato che una gestione caratterizzata da autonomia favorisce e semplifica gli scopi primari della tutela, conservazione promozio-ne». Per avvalorare le proprie tesi, gli amici della Galleria snocciolano una serie di conquiste ottenute in questi ultimi tre anni dalla direttrice Cecile Hollberg, come l'incremento dei visitatori, passati da 1,4 milioni a 1,7 milioni, l'acquisizione di nuove opere d'arte, il controllo sulla gestione degli appalti, una vicinanza alla città mai vissuta prima e «la difesa dell'immagine del David con una corte di giustizia che si è pronunciata contro lo sfruttamento dell'opera spesso utilizzata per fini tutt'altro che nobili». L'associazione, presieduta da Fausto Calderai e nata nel 2017, quindi chiede a Bonisoli «una valutazione serena di quanto è stato costruito, e da lì partendo procedere a un suo perfezionamento. Sicuramente conclude la nota ci sono in Italia realtà che non funzionano come vorremmo, a maggior ragione ci chiediamo a chi convenga la vanificazione delle attività virtuose».