Debito di 150mila euro con i volontari. Villa Massimo, interviene il dipartimento Ambiente Dopo Villa Massimo, anche Villa Chigi e Villa Paganini hanno i cancelli sbarrati. E il motivo è identico: il Comune non salda i debiti. Per Villa Massimo però, chiusa dopo appena un mese dall'inaugurazione, il Campidoglio ha trovato una soluzione «tampone»: l'apertura alle 6 sarà garantita dal Servizio giardini, mentre a chiudere alle 21 provvederà il centro emergenza verde del dipartimento Ambiente. L'associazione «Martiri di Nassiriya», composta di carabinieri in congedo, ha smesso di gestire le aperture e le chiusure di Villa Massimo (e delle altre) avendo accumulato crediti per decine di migliaia di euro. I debiti del Campidoglio infatti risalgono al 2018 e riguardano circa 150mila euro di mancati rimborsi di carburante per le auto e per le divise. Ieri il Comune ha ammesso di aver «avviato l'iter istruttorio per il riconoscimento dei debiti pregressi nei confronti dell'associazione». Ma ha anche annunciato altre iniziative: «La gestione delle aperture di Villa Massimo è regolarmente affidata all'associazione di carabinieri in congedo "Martiri di Nassiriya", stiamo facendo i controlli sul contratto del 2019», si legge in una nota. E ancora: «L'amministrazione avvierà le necessarie verifiche sulla sussistenza di eventuali inadempimenti del soggetto affidatario che abbiano dato luogo a ritardi o disservizi». Intanto il comitato Viva Villa Massimo si è unito alla richiesta inviata alla sindaca Virginia Raggi dall'assessore all'Ambiente del II Municipio, Rosario Fabiano, allo scopo di «convocare una seduta urgente della commissione capitolina Ambiente per approfondire le questioni ancora aperte relative ai molti disservizi (oltre all'apertura e alla chiusura dei cancelli anche pulizia e manutenzione, ndr) e alle opere incompiute (area giochi e chiosco bar) all'interno del giardino». La richiesta è sul tavolo della nuova assessora all'Ambiente, Laura Fiorini. «Se il Campidoglio ci dà l'autorizzazione ci occupiamo noi di Villa Massimo ha ribadito la presidente del II Municipio, Francesca Del Bello . Dopo la chiusura sei anni fa per un contenzioso con il chiosco, ci abbiamo messo due anni per dipanare la matassa e abbiamo ristrutturato il giardino con 90mila euro a bilancio del Municipio». «E poi dobbiamo riaprire il chiosco continua Del Bello perché il contenzioso si è risolto con la sentenza del Consiglio di Stato che da ragione all'amministrazione».