Il Tar del Lazio ha sospeso la nomina a direttore della Reggia di Caserta per Tiziana Maffei. Il tribunale amministrativo, con un provvedimento pubblicato oggi, ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dai legali di Antonio Tarasco, dirigente del Mibac che aveva partecipato al concorso indetto dal ministero e poi fatto ricorso contro la sua esclusione dalla terna finale. La sospensione ha validità immediata. La discussione nel merito è prevista per il 25 giugno. Sulla vicenda della mancata nomina di Antonio Tarasco, oggetto di una interrogazione parlamentare del leghista Alessandro Patelli, era intervenuto il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, che in un question time alla Camera il 29 maggio aveva difeso la legittimità del percorso concorsuale («non è stata rilevata alcuna criticità o errore materiale di calcolo di punteggi nella procedura»). E sottolineato: «Vi confermo la bontà della scelta del nuovo direttore di Caserta, che è Tiziana Maffei, alla quale faccio i migliori auguri». Maffei aveva riempito la prima casella rimasta vuota in Campania. La sua indicazione è infatti avvenuta una decina di giorni prima quella del direttore del parco archeologico di Pompei Massimo Osanna, riconfermato nel ruolo al termine di una percorso apparso agli osservatori più problematico. Maffei è stata scelta subito. In attesa della firma del contratto però la neo direttrice si è astenuta da qualsiasi dichiarazione e venerdì scorso durante la visita di Bonisoli a Pompei era assente. Solo l'altro ieri mattina, dopo la formalizzazione dell'incarico Maffei ha deciso di parlare. E al Corriere del Mezzogiorno ha spiegato le linee guida che avrebbero caratterizzato la sua gestione. Ha spiegato per esempio che avrebbe lavorato per rendere la Reggia più sicura, per evitare la circolazione dei bus tra i gruppi di turisti, e che era favorevole alla nomina di un curatore per la collezione Terrae Motus. La pronuncia del Tar rinvia, quantomeno, l'attuazione dei suoi buoni propositi. Occorre ricordare che il ricorso di tarasco non mette in discussione la scelta del Ministro, che, in base alla procedura di legge può decidere solo nell'ambito della terna elaborata dalla commissione esterna che prende in considerazione tutte le domande presentate. E nella ternza, oltre a Maffei, erano presenti anche Mario Epifani e Francesco Palumbo. Il nome di Antonio tarasco non era proprio arrivato sul tavolo di Bonisoli. Tarasco, il dirigente del Ministero dei Beni culturali, escluso dalla commissione, è stato il responsabile delle gestione del bando che ha portato all'assegnazione delle Certosa di Trisulti, monastero nel comune di Collepardo nel Frusinate, a Steve Bannon, l'ex stratega del presidente degli Stati Uniti che avrebbe voluto stabilirvi una scuola di sovranismo. Ma proprio pochi giorni fa il Ministero ha avviato la pratica per la revoca dell'assegnazione al politologo americano.