Nel giorno di San Ranieri, dopo venti anni di attesa A vent'anni di distanza da quando la prima prua della prima nave emerse dal terreno adiacente la stazione di San Rossore, il museo delle Navi Antiche di Pisa aprirà i battenti al pubblico nel giorno, per niente casuale, del suo santo patrono, San Ranieri. Saranno quindi le migliaia di lumini accesi durante la notte della Luminara a incorniciare i quasi 5 mila metri quadri (4700 per l'esattezza) di superficie espositiva e le 47 sezioni divise in 8 aree tematiche nelle quali saranno esposte sette imbarcazioni di epoca romana, databili tra il III secolo a.C. e il VII secolo d.C. e circa 8 mila reperti. A dare l'annuncio dell'inaugurazione è Andrea Muzzi, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio di Pisa e Livorno, insieme al sindaco di Pisa Michele Conti: «Si tratta di una tappa fondamentale per un percorso iniziato nel 1998 spiegano nacque così il grande cantiere di scavo e restauro realizzato grazie all'importante e costante impegno del Mibact e di un ricco ed eterogeneo gruppo di professionisti archeologi e restauratori». Il Museo, allestito all'interno degli Arsenali Medicei sul lungarno pisano, espone le navi di età romana e i reperti a esse riferiti rinvenuti nel cantiere delle Navi Antiche e restaurati presso il Centro di restauro del Legno Bagnato, struttura di rilievo internazionale nel restauro delle sostanze organiche, attualmente ospitata provvisoriamente presso il cantiere di scavo ma che a breve troverà una sede stabile proprio nell'adiacente complesso di San Vito. Alla cerimonia di inaugurazione, alle 18, parteciperà il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli. Lo spazio espositivo sarà gestito dalla Cooperativa Archeologia, che ha seguito negli ultimi anni lo scavo archeologico e il restauro delle navi e dei reperti, sotto la direzione scientifica di Andrea Camilli, responsabile di progetto per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno. «Il progetto di scavo e restauro delle antiche navi di Pisa continua la Soprintendenza rappresenta uno dei più interessanti e ricchi cantieri di scavo e ricerca degli ultimi anni. La particolare condizione di conservazione dei reperti racchiusi in strati di argilla e sabbie ha richiesto un considerevole sforzo economico, organizzativo e tecnologico. Il cantiere delle Navi Antiche è quindi diventato un centro dotato di laboratori, depositi e strumentazione che ha visto la collaborazione di decine di istituzioni universitarie e di ricerca italiane e straniere».