Due giardini per le due g più celebri al mondo: il giardino di Boboli e il Gucci Garden in piazza Signoria. Gucci, nella prima giornata di Pitti Uomo ha presentato l'avanzamento del progetto «Primavera Boboli», un programma triennali finanziato dalla griffe con 2 milioni di euro, e il nuovo allestimento della Galleria del Gucci Garden, curato come i precedenti da Maria Luisa Frisa. Nel verde del giardino nato nel '500 per volere di Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I, è stato Robert Triefus, executive vice president brandcustomer engagement di Gucci, che ha ricordato i motivi dell'investimento «il grande amore della maison, di Marco Bizzarri e di Alessandro Michele per Firenze, lo steso che anima il progetto culturale del Gucci Garden» mentre Bianca Maria Landi, coordinatrice del giardino, e Ivo Matteuzzi, da 40 anni addetto a Boboli, hanno spiegato gli interventi fatti e quelli in calendario. Dopo la messa in sicurezza del cipresso secolare dell'anfiteatro si è lavorato sul ripristino del sistema di drenaggio nei 33 ettari del giardino, con anche l'aiuto di telecamere e macchinari per il sollevamento e l'aspirazione dei detriti che ostruivano i condotti, sulle vasche del giardino di botanica superiore, appena riaperto al pubblico, ed è stata realizzata una nuova serie di vasi in cotto dell'Impruneta con lo stemma mediceo, ripreso da un antico disegno, per la collezione medicea di agrumi della vasca dell'isola. E nel prossimo anno saranno ripiantati 53 cipressi nel viottolone dei cipressi e 25 platani nel viale dei platani, sostituendo piante cadute e ripristinando così l'integrità dei secolari viali. Tutta nuova invece la Galleria del Gucci Garden «abbiamo lasciato solo i piedistalli», ha scherzato la curatrice» dove accanto alle sale dell'uomo sono state realizzate affascinanti sale sulla donna, le valige, gli accessori. «Il Gucci Garden ormai è una delle attrazioni di Firenze, è visitato da tante persone ed ho pensato ad un allestimento pop ma anche scientifico, che racconti i codici del marchio, i suoi contenuti, dagli anni '50 ad oggi spiega Maria Luisa Frisa Sono sale a tema e ho deciso io in assoluta libertà cosa mostrare, con pezzi che hanno fatto e fanno la storia della moda». E da Tom Ford a Frida Giannini ed Alessandro Michele, dalla due g quadrate su velluti degli anni '60 e quelle targate Michele su cinture e borse, sui due piani della Galleria è un susseguirsi di richiami ed emozioni, di colori, forme, tessuti, dettagli che dall'archivio arrivano all'iridescente alchimia di Michele. Un racconto fatto anche di suoni e di immagini artistiche, come il grande selfie wall dell'artista giapponese Yuko Higuchi: dove ciascuno davanti ai misteriosi animali diventa come Alice nel paese delle meraviglie.