Il ministro dei Beni culturali conferma la svolta: via i Cda, tornano a Roma la gestione finanziaria e i rapporti coi privati Nardella attacca la controriforma Bonisoli che cancella l'autonomia di Uffizi e Accademia Addio all'autonomia dei grandi musei. Il modello Franceschini sta per essere stravolto, ed è il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli ad annunciare da Firenze la controriforma. Lo fa nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, dove inaugura l'edizione numero 96 di Pitti Uomo. Una decisione che non è piaciuta al sindaco di Firenze Dario Nardella: «Sarebbe una scelta assurda, un colpo mortale per i nostri musei». Addio all'autonomia dei musei autonomi. Il modello Franceschini sta per essere stravolta, ed è il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli ad annunciare la riforma della riforma a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, dove inaugura l'edizione numero 96 di Pitti Uomo. «È mia intenzione dice Bonisoli togliere i Cda dai musei autonomi. Si tratta di un provvedimento che entrerà in vigore a partire dal primo gennaio per evitare storture di budget. Da quel momento spiega il ministro i musei avranno un'approvazione del bilancio che sarà direttamente collegata al ministero e non sarà più delegata a un Cda, di cui, per quel che ho visto, non ho verificato l'efficacia». Il provvedimento, che avrà inevitabili ricadute sull'autonomia dei grandi musei, fa parte di una più ampia revisione della riforma la cui stesura definitiva è prevista per fine giugno e che qui a Firenze ha una doppia valenza: bisognerà capire se a queste condizioni via i Cda e quindi l'autonomia di bilancio ci sarà spazio per la riconferma di Eike Schmidt alla direzione degli Uffizi. L'interessato non parla ma pare non abbia gradito la nomina nel Comitato scientifico delle Gallerie dello storico dell'arte Tomaso Montanari, suo palese ed esplicito detrattore. Proprio ieri, per altro, sul sito austriaco di Die Presse , all'interno di un servizio dedicato alle 14 nuove sale del '500 appena inaugurate da Schmidt agli Uffizi, si dava per certo che da novembre lui sarà a Vienna alla direzione del Kunsthistorisches Museum. La decisione la prenderà direttamente Bonisoli e a questo punto è prevedibile che arriverà a breve. E sarà una decisione presa tenendo conto di tutto l'impianto della nuova riforma, su cui Bonisoli tiene a dire: «Ci stiamo lavorando da sei mesi e per la sua stesura abbiamo sentito tutti i portatori di interesse: biblioteche e archivi, poli museali, sovrintendenze, direttori dei musei autonomi e sindacati». Netto il giudizio del sindaco di Firenze Dario Nardella: «Abolire l'autonomia dei musei? Non posso credere che abbia in mente di fare una cosa così assurda. Per musei come gli Uffizi o l'Accademia sarebbe un colpo mortale». Ma cos'altro prevede la «controriforma»? Nell'ultima bozza che circola negli uffici del ministero, e che noi abbiamo visto, viene prevista esplicitamente l'abolizione dell'autonomia della Galleria dell'Accademia, voce che già ieri circolava e che ha lasciato interdetta la direttrice Cecilie Hollberg che a questo punto potrebbe non essere confermata alla guida del museo del David e, in generale, si prevede un ritorno a una maggiore centralizzazione del potere a Roma. Ed è una centralizzazione non da poco, visto che nella bozza di riforma si legge che la Direzione Generale Contratti e Concessioni avocherebbe a sé anche la funzione di «stazione appaltante per gli uffici periferici del ministero per l'affidamento di contratti di appalto o di concessione, nei limiti di valore e di oggetto che sono definiti con decreto ministeriale...». In sostanza, sopra una certa soglia di spesa ancora da definire, i direttori dei musei non potranno più scegliere fornitori di servizio e avvalersi di questo o quell'altro concessionario, sarà la Direzione generale del ministero a decidere. Un ridimensionamento non da poco dei loro poteri. Non basta, perché sempre la Direzione generale, dovrebbe svolgere «attività di indirizzo, supporto e consulenza agli uffici centrali e, per il tramite dei Segretariati distrettuali, a quelli periferici in materia di rapporti di partenariato pubblico-privato anche istituzionalizzato per la valorizzazione e l'uso del patrimonio culturale mediante l'elaborazione di linee guida, bandi, convenzioni e a accordi-tipo». La lista delle competenze che passano a Roma continua con la crescita esponenziale, per esempio, del ruolo del Segretario Generale del ministero, che sarebbe un plenipotenziario ma nel caso del nostro territorio quella che prescrive la gestione romana dei rapporti con i privati solleva già un quesito. Che ne sarebbe della partnership tra Pitti Immagine e Gallerie degli Uffizi sul Museo della Moda? Quesiti che rimangono senza risposta a oggi. Il ministro dice che bisognerà pazientare ancora due settimane per conoscere il testo definitivo, su cui però ci sono non poche resistenze fuori e dentro il ministero. Con i Cinque Stelle favorevoli al cambiamento previsto dal decreto e la Lega che frena e che, nel caso di Firenze, vorrebbe mantenere lo status quo, almeno agli Uffizi dove appoggia la direzione Schmidt. Più complessa la questione Accademia: che perderà l'autonomia è pressoché certo. Il punto ancora da chiarire è a quale altra istituzione sarà accorpata. Ci sono due ipotesi allo studio: la prima prevede che ritorni nell'alveo del Polo museale regionale dando ragione a chi ritiene che, così facendo, un museo tutto sommato facile da gestire, con 1.700.000 visitatori e dunque degli introiti più che cospicui, col suo bilancio, porterebbe ossigeno ai piccoli musei del Polo che potrebbero così risollevarsi dalla situazione di difficoltà in cui la riforma in parte li ha messi. Ma c'è anche un'altra ipotesi. La Galleria entrerebbe a far parte di un super museo dal punto di vista gestionale che farebbe capo agli Uffizi. La cosa, pare, non sia sgradita a Schmidt, ma per saperne di più bisognerà aspettare. L'unico dei musei autonomi che non dovrebbe subire scossoni è il gruppo che fa a capo Bargello e che comprende anche Cappelle Medicee, Museo di Palazzo Davanzati, Casa Martelli e Orsanmichele.
Corriere della Sera
12 Giugno 2019
Firenze, Nardella: Colpo mortale per i nostri musei
CH
Chiara Dino
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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