L'associazione via dei Musei: siamo aperti ma qui si rischia la vita Napoli. Via Duomo è una strada, a oggi, segnata. Segnata dal cantiere che da qualche mese ne chiude in parte il passaggio, dal trauma per la morte del commerciante Rosario Padolino. Ma, soprattutto, segnata dai tanti teli verdi che avvolgono, come una vecchia coperta che ormai non scalda più, i tanti balconi e cornicioni pericolanti. Certo, i negozi sono aperti, chi era stato allontanato dal palazzo da cui è caduto il pezzo di cornicione mortale per Rosario è potuto tornare a casa nel pomeriggio di ieri, ma, adesso più che mai, c'è chi protesta per la condizione dei palazzi che affacciano sulla strada dei sette musei. A far sentire la sua voce c'è anche Francesco Moresieri, presidente della «Associazione Duomo via dei musei», un'organizzazione di commercianti molto attiva nella strada e che conta quasi 50 iscritti. «Non è normale che accadano queste cose. Ovviamente il problema non è solo via Duomo, tutta la città versa in questa condizione spiega Moresieri -. Stavolta a perdere la vita è stato Rosario Padolino, che proprio a luglio avrebbe chiuso la sua attività per andare in pensione, ma la verità è che siamo tutti esposti al pericolo». E in effetti basta guardare all'insù per vedere i tanti «rattoppi» dei balconi o dei cornicioni. Alcuni attraversano le intere facciate del palazzo, altri, invece, coprono soltanto qualche balcone da cui spuntano anche delle piante, esempi un po' particolari di bosco urbano. «La morte di Rosario ci ha colpito particolarmente racconta ancora Moresieri - non solo perché era un collega commerciante, ma perché ci ha fatto capire che siamo tutti probabili bersagli per la caduta dei calcinacci. Nei momenti di pausa, oppure se in negozio non c'è nessuno, siamo fuori sul marciapiede, magari a fumare una sigaretta e qualcosa potrebbe cadere anche sulle nostre teste». Le attività continuano, anche se per strada qualcuno ha lasciato un mazzo di fiori per Rosario, e molti si fermano a guardare il suo negozio. «Se ai palazzi si aggiungono il cantiere che blocca il normale transito e l'immondizia accumulata lungo le grate che delimitano la zona dei lavori, il quadro di una delle strade più importanti della nostra città, ricca di cultura e di musei, è tracciato ed è poco lusinghiero». La paura di qualche altra caduta c'è, e, infatti, si ipotizzano controlli su tutta la strada per i palazzi da mettere in sicurezza, e alcuni sono già in corso nell'adiacente via dei Tribunali, chiusa ieri pomeriggio alle automobili e ai motorini proprio per consentire i lavori di manutenzione su un edificio poco sicuro. Intanto la vita continua e la strada si anima di nuovo. Ci sono due ragazze che prendono il caffè sedute sotto uno dei balconi dalla rete verde, ma anche turisti che vogliono visitare uno dei musei presenti sulla via. In corteo arriva perfino una sposa. Felice e sorridente con il fresco marito. All'incidente di sabato mattina, loro che vivono in quella strada, preferiscono non pensare. In campo a sostegno degli abitanti e dei negozianti, però, scende anche Confcommercio che con una nota del presidente Vernetti fa sapere di voler collaborare per evitare altre tragedie: «Abbiamo intenzione di farci carico con tutti i soggetti istituzionali di eventi, iniziative, proposte concrete per restituire questa antica zona della città al ruolo che gli compete. Servono interventi economici, di tipo organizzativo, ma anche la promozione dell'area attraverso manifestazioni che vedano protagonisti i commercianti». E aggiunge che l'organizzazione delle imprese, se necessario, metterà in campo le proprie professionalità e le proprie relazioni per aiutare a garantire una maggiore sicurezza della strada. «Non si può veder morire una zona così centrale della città senza fare nulla», conclude Vernetti.